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Banca di Ripatransone e del Fermano: Michelino Michetti confermato presidente

L'ASSEMBLEA dei soci ha approvato il bilancio chiuso con un utile di 885.000 euro. Ad affiancarlo la vice presidente Cristiana Perazzoli e i consiglieri Giovanni Capriotti, Adriano Maroni, Francesco Massi, Alessandro Mori e Daniele Ribeca
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Il nuovo Consiglio di Amministrazione della “Banca di Ripatransone e del Fermano” ha confermato nella carica di presidente il dottor Michelino Michetti,  il quale sarà affiancato dalla vice presidente dottoressa Cristiana Perazzoli e dai consiglieri Giovanni Capriotti, Adriano  Maroni, Francesco Massi, Alessandro Mori, Daniele Ribeca.

 

Il presidente della Banca di Ripatransone e del Fermano Michelino Michetti (a destra) con il direttore Vito Verdecchia

Le parole del presidente: «Ringrazio il nuovo consiglio di amministrazione eletto nel corso dell’assemblea dei soci per la fiducia che mi ha accordato. La Banca dei Ripatransone e del Fermano legata al proprio territorio di riferimento grazie anche alla mutualistica  di comunità ha accresciuto negli anni la capacità di attrarre fiducia, come evidenzia l’incremento del numero dei clienti e dei volumi». 

 

Infatti, alla fine dell’esercizio 2021,  le masse complessivamente amministrate per conto della clientela  costituite dalla raccolta diretta, amministrata e dal risparmio gestito  ammontano a 385.565 euro, evidenziando un aumento di 32.623 euro su base annua pari a +9,24%.

 

L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio dell’esercizio 2021 con un utile netto di euro 885.000.  Il CET1, il principale indicatore di solidità patrimoniale ha raggiunto a fine 2021 il 24% , un risultato al di sopra di ogni attesa.  

 

Anche nel corso del 2021 la Banca di Ripatransone e del Fermano ha confermato il proprio supporto al sistema economico e sociale del proprio territorio di riferimento.

 

Alla data del 31 dicembre 2021, il totale dei crediti verso la clientela ovvero i prestiti concessi dalla Banca iscritti in bilancio, al netto dei titoli obbligazionari e delle rettifiche di valore complessive si attestano a euro 264.305 mila.

 

Il commento del direttore generale Vito Verdecchia: «La mission tipica di banca di credito cooperativo ha portato la Banca di Ripatransone e del Fermano a supportare l’economia locale anche nel perdurante periodo di crisi economica, facendo sì che la Banca abbia mantenuto il proprio costante supporto di credito alle famiglie e alle piccole e medie imprese attraverso principalmente erogazioni di mutui. La sfida che si pone alla Banca di Ripatransone e del Fermano  nella propria vocazione di banche di relazione è, allora, quella di “abitare” e “interpretare” in modo nuovo la rete fisica. Gli sportelli non sono solo luoghi di incontro tra domanda e offerta di denaro, ma spazi di proposta, incrocio di opportunità rispetto ai differenti bisogni dei diversi soggetti  e quindi per il credito, la consulenza, l’accompagnamento per gli investimenti, previdenza, protezione, salute, cultura ed educazione».

 

Al 31 dicembre 2021 la diminuzione del 21,64% dei  crediti deteriorati netti conferma il trend virtuoso di derisking  già in atto da alcuni anni. 

 

«Il credito continua ad essere determinante per fornire linfa ai circuiti produttivi – ha aggiunto Michetti – nel tempo in cui si rischia il dominio degli algoritmi asettici (l’algocrazia), le BCC sono interpreti di una visione dell’economia e di una modalità di fare banca alternative. Nel tempo in cui dominano le macro-piattaforme “dall’alto”, le BCC sono generatrici di soluzioni e piattaforme cooperative “dal basso” che creano connessioni valorizzando le intelligenze presenti nelle comunità locali. La capacità delle nostre banche di generare reddito deve essere ancora più sostenuta dall’attività di intermediazione nei servizi, per la quale i Gruppi bancari cooperativi possono svolgere uno straordinario ruolo di stimolo e di supporto, perché le BCC debbono essere sempre più estesamente ed efficacemente capaci di rispondere alle esigenze delle comunità di riferimento. La salvaguardia della cooperazione a mutualità prevalente è decisiva: nonostante il contesto sia sempre più complesso, custodire la finalità del business mutualistico, tenere vivo il legame con i soci, motivare costantemente i collaboratori faranno la differenza e la “grandezza” del Credito Cooperativo. Vogliamo continuare ad essere custodi e protagonisti della reciprocità virtuosa che è quella  –   per dirla con le parole del  professo Stefano  Zamagni  –  caratterizzata dal dare senza perdere e del prendere senza togliere».


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