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La cittadella dello sport omaggia Carlo Vittori: un busto per ricordare il grande “prof” (Le foto)

ASCOLI - Svelata ufficialmente l’opera realizzata da Nazareno Rocchetti in onore dell’allenatore di Pietro Mennea e di tanti sportivi e amici che non hanno voluto mancare all’intitolazione del polo sportivo al loro grande maestro. Il ricordo commosso del figlio Massimo e di chi lo ha incontrato. Presenti anche la grande Sara Simeoni e l'ex atleta ed ex volto Mediaset Giacomo Crosa
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di Federico Ameli

 

Una vita dedicata allo sport e ai suoi ragazzi, un esempio di vita dentro e fuori dalla pista destinato a rimanere per sempre vivo nel “suo” campo scuola.

 

A distanza di sei anni e mezzo dalla sua scomparsa Ascoli rende omaggio a Carlo Vittori, indimenticato professore e maestro dell’atletica nazionale, che in via De Dominicis ha contribuito a far crescere intere generazioni di atleti, ascolani e non, portando alla ribalta atleti del calibro di Pietro Mennea nei primi anni d’oro della velocità italiana.

Atleti, amici e rappresentanti delle istituzioni in posa accanto al busto di Carlo Vittori

 

L’evento, diviso in due parti, si è aperto in mattinata nella Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani con la conferenza “Carlo Vittori. Una strada per il futuro”, evidenziando il ruolo chiave svolto dall’allenatore ascolano nella crescita del movimento sportivo nazionale e ribadendo la necessità di trarre spunto dai suoi insegnamenti preziosi e ancora attuali per proseguire nello sviluppo dell’atletica di domani.

 

Un’autentica parata di stelle tra gli intervenuti al convegno: spiccano, tra gli altri, la campionessa olimpica (Mosca 1980) Sara Simeoni, l’ex olimpionico Armando De Vincentis, altro volto decisamente noto del campo scuola “Mauro Bracciolani”, l’ex preparatore della Juventus e della Nazionale Paolo Bertelli, Paolo Camossi – allenatore di Marcell Jacobs – e l’ex altista (ma anche noto volto dei programmi sportivi di Mediaset) Giacomo Crosa, in compagnia di una platea composta in parte da altri atleti ed ex sportivi di spicco del panorama internazionale.

 

Evento clou nel pomeriggio alla “Cittadella dello Sport” di via De Dominicis, intitolata alla memoria di Carlo Vittori. Quale migliore occasione, dunque, per svelare ufficialmente il busto in bronzo del grande maestro donato al Comune dall’associazione nazionale “Amici del Prof. Carlo Vittori e realizzato dall’artista marchigiano – nonché ex massaggiatore della Nazionale italiana di atletica leggera – Nazareno Rocchetti, che da oggi campeggerà all’ingresso del campo scuola, proprio lì dove nel 1968, in occasione dei Campionati italiani giovanili, Vittori conobbe Pietro Mennea, dando vita a un binomio sportivo indissolubile, e passato alla storia.

Il piccolo Carlo Vittori e il sindaco Marco Fioravanti svelano il busto del “prof”

 

«Quella di oggi è una giornata interamente dedicata al maestro Vittori – esordisce il sindaco Marco Fioravanti, che insieme al piccolo Carlo Vittori, nipote del prof, ha svelato il busto realizzato da Rocchetti stiamo portando avanti diversi progetti per questi spazi. La figura di Vittori è importante perché ragazzi e ragazze che passeranno potranno ricordare che l’impegno e il sacrificio portano a grandi risultati. Ad Ascoli abbiamo la fortuna di avere grandi campioni, è attraverso questi esempi virtuosi che cerchiamo di motivarli a continuare su questa strada».

 

Giacomo Crosa, ex atleta (6° nell’alto alle Olimpiadi di Messico 1968 nella gara vinta dal leggendario Dick Fosbury), che con Vittori ha condiviso parte del suo percorso sportivo, ha ripercorso il rapporto personale con l’indimenticato “prof”.

 

«Sono convinto che sarebbe stato felice di vedere tanti suoi allievi alla Scuola dello Sport venuti qui ad Ascoli per lui – dichiara – Vittori è stato qualcosa di più di ciò che la narrativa popolare ci offre: era un uomo in grado di migliorare anche sé stesso attraverso il miglioramento dei suoi atleti».

«Caro Carlo, sei sempre stato difficile – ricorda affettuosamente Nazareno Rocchetti rivolgendosi direttamente alla statua di Vittori – lo sei stato anche dopo la morte: mi hai fatto tribolare davvero molto nel cogliere la tua espressione e il tuo continuo gesticolare. Forse non tutti i ragazzi che passeranno di qui diventeranno dei campioni, ma senza dubbio sapranno fare tesoro dei tuoi insegnamenti».

Commosso anche il ricordo del figlio Massimo, presente all’inaugurazione insieme al resto della famiglia.

«Probabilmente non sono stato il figlio che avrebbe voluto – ammette – non ho mai voluto praticare atletica, all’epoca papà se ne rammaricò molto. Impazzisco solo al pensiero che lui non possa aver visto il piccolo Carlo correre come faceva lui. È stato un grande maestro, mi ha insegnato molto: spero che i suoi insegnamenti restino in tutti i suoi allievi e amici, così da continuare a vivere per sempre».

 



Giacomo Crosa durante il suo intervento. La prima a sinistra è Sara Simeoni

Nazareno Rocchetti dialoga con la sua creatura

Massimo, figlio di Carlo Vittori, ricorda il papà

Il momento della benedizione

 

Carlo Vittori verrà ricordato con un busto in bronzo alla Cittadella dello Sport

 


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