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Sanità, il centrosinistra rincara la dose: «Ad Acquaroli chiediamo risposte immediate»

SAN BENEDETTO - Finanziamenti insufficienti, Medicina d'Urgenza "a rischio smantellamento": il centrosinistra si prepara a dare battaglia al presidente Acquaroli, invitato al Consiglio Comunale del 12 maggio. Pasquali assente in conferenza stampa
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Il comitato “Difendiamo la Sanità Pubblica nel Piceno e a San Benedetto”, con Claudio Benigni, Felice Gregori, Aurora Bottiglieri, Daniele Primavera e Fabio Urbinati

 

di Giuseppe Di Marco

 

Nessun passo indietro sulla sanità: il centrosinistra ribadisce la propria posizione di contrarietà al piano di edilizia sanitaria approvato dalla Regione Marche, puntando l’attenzione sui finanziamenti e sulla crisi della Medicina d’Urgenza all’ospedale “Madonna del Soccorso”. Alla conferenza stampa del comitato Difendiamo la Sanità Pubblica del Piceno e di San Benedetto, però, non è presente Umberto Pasquali, precedentemente in accordo con le posizioni espresse da Aurora Bottiglieri.

 

«Le parole sono finite, ora dobbiamo passare agli atti – afferma Bottiglieri – Noi vogliamo che il nostro distretto venga equiparato a quelli di tutta la Regione. Non siamo figli di un dio minore. Invece quello che vediamo nel Pnrr e nel Masterplan non va bene. I finanziamenti per gli ospedali erano già previsti dalle precedenti amministrazioni regionali, mentre gli 80 milioni di euro per l’ospedale non sono nemmeno in bilancio: ci sono solo gli studi di pre-fattibilità per la realizzazione nuovo ospedale o la ristrutturazione di quello vecchio. Le case della salute di Ripatransone e Montefiore, che potrebbero essere convertite in case della comunità, non vengono minimamente menzionate nel piano regionale».

 

Dal canto suo Daniele Primavera sottolinea come la possibilità di un’intesa con la maggioranza non sia del tutto sfumata, ma che i comportamenti di quest’ultima, in tal senso, abbiano mostrato un comportamento incoerente.  «Finora si è persa l’occasione di parlare serenamente di tutti questi temi – dice il leader di NosIn due mesi la maggioranza non ha fatto niente di tutto questo. Dire che la forzatura è di Bottiglieri è scandaloso. I consiglieri sono stati invitati a condividere la mozione ben prima della sua presentazione, e c’è chi lo aveva fatto sin da subito, come Simone De Vecchis. Tutto quello che poteva fare una minoranza responsabile è stato fatto. La maggioranza invece ha creato ostacoli e ora non ha una posizione definita sula sanità. Comunque la situazione non è irreparabile e faccio appello al sindaco affinché operi una ricostruzione, anche se tardiva».

 

Per Fabio Urbinati la Regione dovrà dare garanzie certe sul mantenimento della Murg, che oggi appare tutt’altro che scontato. «Chiediamo delle risposte immediate, soprattutto per la Medicina d’Urgenza, che è in estrema difficoltà – attacca il coordinatore di Italia Viva – Questa unità operativa deve svolgere un lavoro di filtro per gli altri reparti, in caso contrario questi vengono intasati. Sulla Medicina d’Urgenza si parla di totale smantellamento. Ora si parla di riforma delle aree vaste, ma dico che se verremo accorpati con Fermo, uno dei tre ospedali di primo livello messi in cantiere è di troppo. E non ci vengano a parlare di primo livello su due plessi, perché in questa provincia c’è già, e da 16 anni. Quindi a cosa si riferivano le proteste di questi ultimi anni? Con due plessi, l’Emodinamica dove andrà? Se il Madonna del Soccorso ha una vocazione all’emergenza-urgenza, dovrà andare a San Benedetto. E il Punto Nascite? La Regione gli 80 milioni li deve mettere nel Def (Documento di Economia e Finanza), altrimenti non è credibile».

Infine, per Claudio BenigniFelice Gregori, il comportamento del sindaco Antonio Spazzafumo metterebbe in luce un deficit di rappresentanza della comunità Picena. Per il segretario comunale del Pd, infatti, l’attesa di un Consiglio Comunale aperto sarebbe risibile, «inoltre il sindaco non ha ascoltato nessuno dei sindaci, mentre è stata fatta una commissione “allargata” – rincara Benigni – ma la pezza è stata peggiore del buco». A tal proposito, il segretario provinciale di Articolo Uno sottolinea come sia necessario ragionare in termini di distretto sanitario, «composto da 13 Comuni e di cui San Benedetto è ente capofila – asserisce Gregori – senza che però questo ruolo venga veramente esercitato, a danno di tutti gli altri».


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