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“Arte di parole”, Francesco Michieletto vince il concorso nazionale

SAN BENEDETTO - Il giovane studente della classe 1^M dello Scientifico "Rosetti" protagonista al Premio letterario organizzato dal "Salotto letterario Conti" di Sesto Fiorentino. Verrà premiato il 21 maggio
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Francesco Michieletto

 

Francesco Michieletto, giovane studente della classe 1^M del Liceo Scientifico “Rosetti” di San Benedetto è tra i vincitori dell’11esima del Premio letterario nazionale “Arte di Parole”, organizzato dal Salotto Letterario Conti di Sesto Fiorentino e coadiuvato dal Gramsci Keynes di Prato. Sarà premiato il 21 maggio durante la cerimonia che si svolgerà a Sesto Fiorentino, dove si svolge questa iniziativa riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione all’interno del programma per la valorizzazione delle eccellenze.

 

Tema dell’edizione 2021-2022 è stato “Voci”, argomento che gli studenti potevano leggere e trattare “secondo varie sfaccettature, stimolando riflessioni importanti sul modo di intenderlo nella contemporaneità” come recitava il bando che riportava anche una frase di Dacia Maraini, autrice dell’omonimo romanzo giallo che recita “le voci sono corpi in moto e hanno ciascuna l’ambiguità e la complessità degli organismi viventi”.

 

Ai ragazzi è stato assegnato il compito di trasferire su pagina scritta, attraverso un racconto, le suggestioni sorte dallo spunto letterario. Francesco, come altri studenti della sua classe, si è messo in gioco con la sua narrazione intitolata “Il coro” in cui il protagonista trova nelle voci di un coro la forza per non farsi trascinare giù dalla corrente di una situazione familiare complicata, alla quale non si rassegna.

 

«Ho voluto raccontare l’importanza delle voci come strumento di unione tra le persone, indipendentemente dalla storia o dalla realtà di provenienza di ognuno. Gli spunti di riflessione sono molti: in un mondo di povertà e violenza domestica – dice Francesco – il protagonista riscopre la libertà attraverso il canto, un mezzo di evasione dalla sua difficile realtà. Spero che la storia possa servire a tutti per comprendere che ruolo abbiano le voci nella vita e per prendere consapevolezza che nei momenti più bui c’è sempre una via di uscita. Personalmente la scrittura del racconto mi ha dato l’occasione di riflettere su questo; sarà davvero un onore per me partecipare alla cerimonia finale di premiazione a Prato e rappresentare il mio Liceo Rosetti».

 


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