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Riordino Aree vaste: «La giunta regionale non faccia fughe in avanti, dibattito nei territori»

SANITA' - Sono le parole del consigliere regionale Fabrizio Cesetti: «Sembra quasi prefigurarsi una suddivisione del territorio regionale in due macro Aree vaste, con Pesaro e Ancona da una parte e Macerata, Fermo e Ascoli dall'altra»
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Fabrizio Cesetti

«La giunta regionale sta di nuovo pensando a un riordino e all’accorpamento delle cinque aree vaste provinciali come da tempo si rumoreggia a Palazzo Raffaello? Sembrerebbe così, almeno alla luce dei tre avvisi pubblicati il 9 maggio per l’assunzione a tempo determinato di sei dirigenti delle professioni sanitarie dell’Area Riabilitazione, Tecnica e Prevenzione. Credo che il presidente Acquaroli e l’assessore Saltamartini abbiano il dovere di fare quanto prima chiarezza, affinché una riforma così delicata e complessa possa essere discussa e approfondita con le amministrazioni locali, il personale sanitario e tutti i cittadini, e non imposta ai territori in maniera surrettizia e non trasparente».

 

A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che a tal proposito ha depositato questa mattina un’interrogazione sottoscritta dall’intero gruppo dem. I tre bandi a cui Cesetti si riferisce «sono quelli che prevedono l’assunzione di due dirigenti delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione, uno per le Aree vaste 1 e 2 e uno per le Aree vaste 3, 4 e 5; due dirigenti delle Professioni Sanitarie delle Tecniche, uno per le Aree vaste 1 e 2 e uno per le Aree vaste 3, 4 e 5, e infine altri due dirigenti delle Professioni Sanitarie della Prevenzione, uno per le Aree vaste 1 e 2 e uno per le Aree vaste 3, 4 e 5».

 

«Questo schema – spiega Cesetti – sembra quasi prefigurare una suddivisione del territorio regionale in due macro Aree vaste, con Pesaro e Ancona da una parte e Macerata, Fermo e Ascoli dall’altra. Purtroppo, la determina del direttore generale dell’Asur Marche che lo scorso 29 aprile ha indetto i bandi non riporta le ragioni di tale scelta.

 

Ciò non fa altro che alimentare la confusione e l’incertezza generata dalle diverse posizioni sul nuovo assetto da dare alla sanità regionale.

 

Infatti, se è vero che in questi mesi più volte è emersa la volontà della giunta regionale di omogeneizzare le future aziende sanitarie per numero di abitanti, come pure è stata ipotizzata la previsione di un’unica azienda Ascoli-Fermo, è noto anche che l’assessore Saltamartini non perda occasione di smentire pubblicamente questa ipotesi, che non lo vede certo favorevole. Spero che l’interrogazione da me depositata possa dunque essere un’occasione per avviare non solo in consiglio regionale, ma anche nei territori un dibattito costruttivo e partecipato sui temi connessi alla riorganizzazione del sistema sanitario».

 

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