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Traversata dall’Adriatico al Tirreno: morto escursionista di 59 anni, era con la moglie e due amici

TRAGEDIA sulle montagne sopra Serrapetrona, tra Castelraimondo, San Severino, e Camerino. L'uomo, Massimo Arceci, ha accusato un malore ed è morto nonostante l'intervento dell'eliambulanza e i ripetuti tentativi di rianimazione
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di Monia Orazi

 

Il coast to coast dall’Adriatico al Tirreno, attraversando la catena dei Monti Sibillini in compagnia della moglie e due amici, si è trasformato in un dramma per Massimo Arceci, 59enne di Roma, che si è sentito male sul monte D’Aria ed è morto nonostante i tentativi di salvargli la vita.

 

Arceci si era messo in cammino nei giorni scorsi da Ancona. Le colline, le valli, gli scorci sul mare e poi i Monti Azzurri facevano parte di un itinerario nella natura che passa lungo l’antico Cammino Lauretano che il gruppo di Roma aveva intrapreso come fanno tanti escursionisti che partono da Portonovo e, passando per Osimo, Filottrano e Treia, raggiungono la Valpotenza, e da lì vanno a Nocera Umbra, poi Assisi e via via fino a raggiungere la costa. È la traversata dall’Adriatico al Tirreno che ha vissuto momenti drammatici.

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Il Monte D’Aria

 

Il gruppo, partito da San Severino Marche (Macerata), si era messo in marcia e aveva raggiunto i boschi di Monte D’Aria, la zona al confine tra San Severino, Serrapetrona, Castelraimondo e Camerino.

A duecento metri a valle del Rifugio Manfrica, mentre saliva lungo il sentiero, Arceci si è sentito male e si è accasciato a terra. La moglie e i due amici l’hanno soccorso subito. Uno di loro, fisioterapista, compresa la situazione ha cercato di rianimarlo con il massaggio cardiaco. Nel frattempo è stato richiesto l’intervento del 118. Da Fabriano si è alzata in volo l’eliambulanza con a bordo medico, infermiere e un tecnico del Soccorso Alpino.

 

Nel frattempo le notizie che ricevevano da terra erano drammatiche. Il 59enne non rispondeva ai tentativi di rianimazione. L’elicottero ha raggiunto la zona del Monte D’Aria. Dal velivolo si sono calati con il verricello il medico, l’infermiere e il tecnico del Soccorso alpino. Una volta raggiunto sono proseguite le manovre di rianimazione, ma ormai non c’era niente da fare. Il medico ha constatato la morte. Poi è stato chiesto l’intervento dei Carabinieri e il nullaosta del magistrato per spostare il corpo.

 

A quel punto gli operatori del Soccorso Alpino lo hanno trasportato a valle, poi il trasferimento all’obitorio dell’ospedale di Camerino. Martedì a Roma.


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