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Relluce, si rompe l’impianto per il trattamento dei rifiuti: attivata la procedura d’emergenza

ASCOLI - Vaglio mobile al posto di quello "a tamburo rotante". Lo rende noto il presidente della Provincia Loggi, che ha emesso un'apposita ordinanza, a seguito del parere favorevole di Area Vasta 5,  Arpam e  Ata Rifiuti
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L’Amministrazione provinciale ha emanato, con Decreto del presidente, l’ordinanza con la quale si dispone che la società Picenambiente metta in atto la procedura di emergenza con la predisposizione di un vaglio mobile, in conseguenza del fermo tecnico dovuto alla rottura del vaglio a tamburo rotante nell’impianto di trattamento di Relluce.

Si tratta di una soluzione provvisoria e limitata al tempo necessario a garantire la continuità del servizio di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, in attesa dell’attuazione degli interventi di manutenzione e sostituzione risolutivi delle problematiche impiantistiche emerse nelle scorse settimane.

L’ordinanza, che autorizza il trattamento in emergenza, viene attuata a seguito della Conferenza di servizio, nella quale sono stati acquisiti i pareri favorevoli previsti dalla normativa vigente da parte dell’Area Vasta 5, dell’Arpam e dell’Ata Rifiuti.

 

«L’ordinanza – evidenzia il presidente Loggi – è stata adottata per scongiurare il rischio imminente di interruzione del trattamento del trattamento meccanico-biologico (TMB)  a causa di guasti di macchinari importanti del polo di Relluce.

 

I Comuni potranno così continuare a conferire i propri rifiuti indifferenziati all’impianto Tmb. Provincia ed Ata Rifiuti – aggiunge Loggi – sono impegnate insieme alla Regione Marche, ai sindaci, agli enti competenti e alle società di servizio per individuare soluzioni sostenibili dal punto di vista economico ed ambientale per affrontare questa nuova emergenza e programmare, nella condivisione, le migliori modalità di gestione dei rifiuti nell’ambito della pianificazione di breve, medio e lungo termine».


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