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Prime file al Pronto Soccorso, i sindacati: «E siamo solo a maggio»

SAN BENEDETTO - L'imminente arrivo dell'estate non vuol dire solo bel tempo: al Pronto Soccorso del "Madonna del Soccorso", i sindacati continuano a chiedere l'inserimento di nuovo personale infermieristico. Massimo Esposito, direttore generale di Area Vasta 5: «Smentisco le voci che parlano di un ridimensionamento del personale infermieristico»
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Il “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

 

di Giuseppe Di Marco

 

File di 30 persone davanti al Pronto Soccorso dell’Ospedale “Madonna del Soccorso”: i sindacati chiedono alla direzione dell’Area Vasta 5  di potenziare concretamente l’unità operativa, anche perché la situazione potrebbe presto peggiorare.

 

Benito Rossi

«Ci sono già file di 30 persone, e il Pronto Soccorso ha iniziato a registrare, in alcuni giorni, fino a 100 accessi nell’arco delle 24 ore – afferma Benito Rossi del sindacato Ugl – Molti pazienti vi cominciano a stazionare prolungatamente, e siamo solo a maggio. Qui si dice che non si vuole smantellare il servizio, ma mi pare che non si faccia nulla per cambiare la situazione. Il pre-triage non esiste più, ed era un servizio fondamentale. Inoltre, va ricordato che secondo le linee guida nazionali a noi spetterebbero due infermieri fissi al triage. I due che abbiamo sono del 118, e quindi quando escono per le emergenze si crea una lacuna impossibile da colmare».

 

Massimo Esposito

Dal canto suo, la direzione di Area Vasta spiega l’attuale assetto del Pronto Soccorso rivierasco: «Voglio smentire le voci che parlano di un ridimensionamento del personale infermieristicodice il direttore generale Massimo Espositodetto questo, non abbiamo confermato il pre-triage che, va ricordato, era un servizio legato alle esigenze dell’emergenza pandemica. In particolare, questo divenne necessario quando si trattò di tenere sotto controllo chi veniva in ospedale per effettuare un tampone molecolare. In quell’occasione, fu necessario adottare questa prassi per l’accertamento dell’eventuale stato di positività come forma precauzionale. Adesso il livello epidemiologico è cambiato e visto che dobbiamo usare al meglio le figure infermieristiche che abbiamo a disposizione, non manterremo questo servizio aggiuntivo. Viceversa, l’organico attuale verrà mantenuto».


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