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Gender nelle scuole, Katia Poli (Fratelli d’Italia): «Docenti e genitori non aderiscono»

LA POLEMICA non si attenua. Ecco cosa dice la responsabile di FdI per la provincia di Ascoli del Dipartimento pari opportunità, famiglia e valori non negoziabili Regione Marche. «Invitiamo le famiglie a prestare la massima attenzione a queste inopportune iniziative e a non temere di bloccarle sul nascere»
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Katia Poli (Fratelli d’Italia)

Le dichiarazioni dell’assessore Giorgia Latini – non è la prima volta – scatenano polemiche che, in queste ore, stanno rimbalzando ovunque. In particolare sui social, trampolino di lancio per eccellenza.

 

Sulla questione relativa alla Giornata contro l’omofobia, dopo la secca risposta alle parole dell’esponente della giunta regionale da parte di “Dipende da Noi”, ecco ora l’intervento di Fratelli d’Italia. Attraverso la segreteria provinciale, lo fa con Katia Poli, responsabile di FdI per la provincia di Ascoli del Dipartimento pari opportunità, Famiglia e Valori non negoziabili Regione Marche.

 

«La grande maggioranza dei docenti non ha aderito alla circolare del Ministero dell’Istruzione con cui si invitava a celebrare la Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia: un dato importante sul quale riflettere poiché conferma quanto questa iniziativa sia stata inopportuna, iniqua e inaccettabile per molte persone.

 

Questa giornata – continua – era stata istituita nel defunto Ddl Zan, bocciato al Senato ad ottobre 2021. Si sta tentando di applicare ad ogni costo l’articolo 7 di questa proposta di legge che voleva spiegare anche a bambini di 6/7 anni cosa fosse l’omofobia, la transfobia e la bifobia: a questa età difficilmente si conosce il significato stesso di queste parole. Il problema è serio e pone diversi quesiti non solo sul piano giuridico, ma anche sul piano etico in quanto si entra nella sfera sensibile dei “diritti personalissimi”. Come per l’insegnamento della religione, anche in questo caso sarebbe stato opportuno un consenso informato ed autorizzato da parte dei genitori.

L’assessore Giorgia Latini

 

La famiglia è la sede naturale in cui il bambino cresce, esprime le sue potenzialità e diventa consapevole della sua dignità. Non ci si può sostituire ai genitori senza un’autorizzazione quando si tratta di un campo così intimo e significativo. Ciò che inoltre stupisce di questa circolare – è sempre Katia Poli che parla – è la scelta di dare rilevanza ad una specifica discriminazione rispetto ad altre che hanno provocato un numero superiore di reati. “La legge italiana condanna ogni tipo di discriminazione perciò non si capisce bene perché ai nostri figli dovrebbe essere insegnato a non discriminare qualcuno rispetto ad altri. Sarebbe stata invece più interessante una giornata del “Rispetto” diretta ad eliminare ogni tipo di discriminazione e non riguardante soltanto alcune categorie. Credo che bisogna educarci ed educare al rispetto di tutti, senza etichettare le persone e in un’ottica che non sia parziale o divisiva, ma veramente inclusiva.

Paola Petrucci (Dipende da Noi)

 

 

Fratelli d’Italia, oltre ad aspettare le risposte all’interrogazione parlamentare a firma degli onorevoli Paola Frassinetti ed Ella Bucalo e della senatrice Isabella Rauticonclude l’esponente di Fratelli d’Italia – anche nelle Marche è vicina alle famiglie alle quali si ricorda che tali iniziative, qualora organizzate dalle scuole, prevedono per legge il preventivo consenso informato dei genitori. Invitiamo dunque le famiglie a prestare la massima attenzione a queste inopportune iniziative e a non temere di bloccarle sul nascere».

 

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