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Tempi di vestizione: l’Asur si accorda e sborsa oltre due milioni ai dipendenti di Area Vasta 5

ASCOLI - Tale somma è pari al 61% di quanto richiesto da 396 operatori della Fp Cgil (sulla base del riconoscimento di 10 minuti invece che 20), oltre a tutti gli oneri, per il periodo 2011-2018. Altrettanti soldi sono oggetto di un'analoga trattativa con la Cisl che si sta definendo in questi giorni
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Gli ospedali “Mazzoni” di Ascoli e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

 

 

di Maria Nerina Galiè

 

Una somma che supera di 2 milioni di euro quella che l’Asur Marche ha concordato di pagare per chiudere una vicenda che vede coinvolti 396 infermieri dell’Area Vasta 5, aderenti alla Cgil funzione pubblica.

 

Il motivo del contendere, i tempi di vestizione e svestizione che gli infermieri hanno chiesto di aggiungere all’orario di lavoro: 20 minuti al giorno supplementari rispetto al turno, impiegati per indossare e dismettere la divisa di lavoro all’inizio ed alla fine di ogni turno lavorativo, nel periodo 2011-2018.

 

Attraverso la Fp Cgil, nel 2016 gli operatori sanitari si sono rivolti al Giudice del Lavoro del Tribunale di Ascoli che, nel 2019 ha dato loro ragione, condannando l’Asur  a pagare le differenze retributive, a decorrere da 5 anni prima. La sentenza ha dichiarato “il diritto di ciascun ricorrente – si legge nelle motivazioni inserite nella determina di presa d’atto della conclusione del procedimento, da parte del direttore di Area Vasta 5 – ad essere retribuito per le prestazioni di lavoro rese nel tempo impiegato, oltre l’orario del normale turno per indossare e dismettere la divisa di lavoro, quantificando la durata media di detti incombenti in dieci minuti all’inizio e altrettanti alla fine del turno, con conseguente diritto alla relativa retribuzione nei limiti della prescrizione quinquennale decorrente a ritroso dalla data di notifica del ricorso”.

 

L’Asur ha impugnato la sentenza, nel 2021, vedendosi accogliere la richiesta dalla Corte di Appello di Ancona.

 

Ma i lavoratori hanno lasciato ben intendere di non volersi fermare ed è stata ingaggiata una “elaborata trattativa tra la direzione generale Asur, l’organizzazione sindacale Fp Cgil ed il legale dei dipendenti e si è addivenuti ad un accordo transattivo a saldo e stralcio di tutte le posizioni pendenti”.

L’accordo prevede, tra le altre cose, “la rinuncia dei dipendenti ad impugnare le sentenze della Corte di Appello, dinanzi alla Corte di Cassazione”.

La somma riconosciuta a saldo e stralcio, è pari al 61,5% del totale, con pagamento degli importi netti, in un unica soluzione, per tutti i lavoratori e in busta paga per i lavoratori ancora in forza, entro 60 giorni.

“L’Asur pagherà quindi un totale lordo di 1.410.566,74 euro per i lavoratori, a cui vanno aggiunti 352.641,68 euro a titolo di oneri, 119.898,17 euro a titolo di Irap e 129.772,14 euro a titolo di oneri contributivi del dipendente a carico dell’amministrazione”. Totale: 2.012.878,74 euro.

 

Il riconoscimenti dei tempi di vestizione è un problema che si è acuito durante l’emergenza sanitaria, quando il personale sanitario non ha dovuto solo indossare una divisa, bensì “imbracarsi” fino ai denti per affrontare i reparti Covid. Ma la protesta affonda le radici negli anni passati, sfociando, nel 2016 appunto, nel ricorso al Giudice del Lavoro del Tribunale di Ascoli. Nel frattempo, dal 2018 tali tempi sono stati inseriti nel contratto ma ancora, ma in Area Vasta 5 ancora non vengono inseriti nella busta paga. 

L’Area Vasta 5 già nel 2020 ha sborsato soldi per lo stesso motivo, in un contenzioso intavolato dal Nursind, mentre a giugno prossimo si definirà un accordo simile, promosso dalla Fp Cisl e che prevede una spesa di altri 2 milioni di euro. 

 

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