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Adriatica Ionica Race, città cinturata e automobilisti ad arrostire nelle auto in coda: solo proteste

ASCOLI - Con l'arrivo in Piazza Roma si è chiusa la corsa ciclistica a tappe ideata dall'ex campione Moreno Argentin. Evento poco pubblicizzato, ma alla fine tutti si sono resi conto che qualcosa stava succedendo. Chiusi gli accessi alla città. Bloccato anche un funerale. Colonne di auto si sono riversate nel cuore del centro storico, come in un imbuto, sotto il caldo asfissiante del primissimo pomeriggio
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di Andrea Ferretti

 

«Ho sessantacinque anni e da quando sono nato non ho mai ricordato nulla di simile. Una cosa indecente, non saprei come altro definirla. Eppure di manifestazioni sportive, di ben altro livello sia chiaro, ad Ascoli, la città dove sono nato e dove vivo, ce ne sono state a decine. Vogliamo ricordare le partite di calcio con 40.000 spettatori ai tempi della vecchia Serie A? O le tappe, con arrivi, partenze e passaggi del Giro d’Italia? O le tappe della Tirreno-Adriatico tanto per restare in tema di ciclismo?. Ma potrei anche citare alcuni eventi legati al rugby, come la Nazionale che ha richiamato sportivi da tutta Italia, al volley, alla corsa automobilistica Coppa Teodori quando ancora la partenza avveniva addirittura in Via Marconi, cioè in città. E tante altre che ora mi sfuggono. Mai si era però verificato un caos del genere».

 

Finisce qui lo sfogo, più che comprensibile di Piero, che è arrabbiato ma anche fortemente deluso per una manifestazione – la Adriatica Ionica Race di ciclismo – dall’organizzazione non impeccabile che, oggi mercoledì 8 giugno, ha finito per cinturare per un paio d’ore la città di Ascoli bloccando, fisicamente, gli automobilisti dentro le auto incolonnate sotto il sole africano del primissimo pomeriggio. Bloccati tutti gli accessi della città, ma questo non ha evitato che in centro abbiano poi finito per ritrovarsi auto costrette a code stucchevoli come finite in un imbuto senza via d’uscita. A Campo Parignano bloccato anche un funerale, con le auto incolonnate dietro al carro funebre dirette al cimitero di Borgo Solestà.

 

Lo sfogo di Piero è solo uno dei tanti che abbiamo raccolto sia per strada che segnalati alla nostra redazione e sui social. Sono quelli di chi ha assistito alle scene descritte, ma soprattutto da chi a quell’ora di solito non sale in auto per un “giretto rilassante” ma perchè stava recandosi al lavoro, o tornava a casa dal lavoro, o stava recandosi ad accompagnare genitori anziani dal medico. Tutti bloccati, con il rumore di un elicottero che volteggiava sulla città ad una inusuale bassissima quota.

 

Le persone addette al controllo di strade e incroci (rappresentanti delle Forze dell’ordine e volontari, compresi i soci dell’Associazione Carabinieri) hanno dovuto subire e ingoiare anche offese da parte degli automobilisti, e nemmeno questo è giusto. Ma l’assurdo di tutta questa storia è che la maggior parte delle persone coinvolte non era conoscenza del motivo di quelle chiusure, cioè della corsa ciclistica. Segno evidente che la manifestazione, mettiamola così, è stata veicolata poco. Intorno alle ore 18 su camion, furgoni e tir sono stati caricati gli ultimi oggetti del materiale che era servito per allestire l’arrivo in Piazza Roma e il palco delle premiazioni in Piazza Arringo.

 

Si è conclusa così l’edizione 2022 della “Adriatica Ionica Race”, nella speranza che quel corridore che vagava in Corso Mazzini all’altezza dell’ex Distretto cercando di aiutarsi con google map per ritrovare la strada, si sia ricongiunto ai compagni.

 

L’ASPETTO TECNICO – La quinta e ultima tappa della corsa ideata dall’ex campione del mondo Moreno Argentin, è stata monopolizzata da una fuga di tredici corridori che si sono giocati la vittoria finale. Sul traguardo di Piazza Roma a sfrecciare per primo è stato Christian Scaroni della Nazionale Italiana che ha bissato così il successo della prima tappa di Monfalcone. Nazionale Italiana composta dai ciclisti italiani che erano stati ingaggiati dal team russo Gazprom poi out dalle competizioni a causa delle sanzioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina. Il gruppo dei migliori è giunto con poco più di un minuto di ritardo, con la Bardiani-Csf-Faizané a proteggere il proprio portacolori Filippo Zana portandolo al successo finale. La classifica finale arride anche al ciclismo marchigiano grazie alla vittorie di tappa del pesarese Giovanni Carboni e quella nella frazione di ieri di Riccardo Lucca (Work Service Vitalcare Videa) dopo il 4° posto a Monfalcone. Bene anche la “Mg KVis Colour for peace Vpm” che oltre al 5° posto di oggi ha portato a casa un bronzo di giornata ed un 9° posto nella classifica generale finale.

 


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