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Sorpresa al Memorial “Troiani”, con Elisa e Dardust c’è Giuliano dei Negramaro: la piazza splende di musica e solidarietà (Foto e video)

ASCOLI - Spettacolo sul palco di Piazza del Popolo, dove di fianco agli ospiti annunciati arriva anche Sangiorgi per un finale show. Quasi due ore di grande musica aperte dal monologo di Marco D'Amore. Un acquazzone intorno alle 21 aveva fatto temere il peggio. L'iniziativa si conferma ancora una volta grazie all'incasso ottenuto dalla vendita dei biglietti, che aiuterà l'Ail e il reparto di Ematologia del "Mazzoni"
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Il duetto tra Elisa e Giuliano Sangiorgi

 

 

di Luca Capponi 

 

Per raccontare al meglio l’edizione 2022 del Memorial “Troiani” occorre partire dalla fine. Dopo un susseguirsi di emozioni, scandite dalle performance magnetiche di Dario Dardust Faini ed Elisa, davanti a una Piazza del Popolo gremita, ecco l’ultimo brano in programma: la cantante friulana intona “Ti vorrei sollevare”, che nella versione originale la vede duettare con Giuliano Sangiorgi, ed ecco che sulle note del ritornello sale sul palco proprio lui, il cantante dei Negramaro, con in mano un omaggio floreale. La musica si ferma. Tripudio generale. Dario Faini se la ride mentre la stessa Elisa resta senza parole. Proprio come recita l’inizio della canzone: “Mi hai lasciato senza parole”. Manco a farlo apposta.

Dardust ed Elisa

Quando si dice una sorpresa ben riuscita. Nessuno sapeva o immaginava. Lo stesso Giuliano, che non era nella lista degli ospiti, ammette: «Negli ultimi giorni ho fatto fatica a stare zitto». Stavolta però il duetto può partire, come tutti lo ricordano. Il salotto buono si alza in piedi, strabuzza gli occhi e applaude.

Eppure la serata non era partita nel migliore dei modi. Il motivo? Un acquazzone che intorno alle 21 aveva fatto temere il peggio. E invece, per fortuna, si parte lo stesso ma con una mezzoretta di ritardo.

Filippo Ferretti, rodato timoniere della serata, ricorda a tutti le finalità benefiche dell’evento, che col ricavato sostiene l’Ail presieduta da Giuliano Agostini e il reparto di Ematologia del “Mazzoni” guidato dal dottor Piero Galieni. In tal senso, fondamentale si rivela la testimonianza del discografico Jacopo Pesce, che ha raccontato il suo rapporto con la malattia. Vibrante, come il successivo monologo dell’attore Marco D’Amore, il “Ciro” di “Gomorra”, che intreccia vita, morte, memoria, sogni e il cinema di Bergman, ricordando che ciò che conta, alla fine, è lottare.

Il monologo di Marco D’Amore

«Ora vi chiedo un cielo di stelle, per Alessandro», le prime parole di Dardust, direttore artistico del memorial ormai da sette anni ma per la prima volta protagonista con un suo set vero e proprio. Detto, fatto. I cellulari si accendono all’unisono per accompagnare “Dono per un addio”, pezzo che ha dedicato al papà Adelmo, scomparso lo scorso anno. Alessandro Troiani, invece, se ne andò giovane nell’ormai lontano 1999, lasciando dietro di sé la scintilla primaria che ha acceso il motore di questo evento benefico.

Il live a cui dà vita Dardust, musicista ascolano divenuto nel giro di pochi anni personaggio di caratura internazionale, è un anticipo di quanto accadrà in autunno, con l’uscita del nuovo disco “Duality” che promette atmosfere in bilico tra elettronica ed acustica, tra il Giappone ed i film di Miyazaki. “Petali”, “Komorebi” e “Nuvole in fiore” sono alcuni estratti eseguiti per la prima volta insieme al pregevole quintetto d’archi ed al fido percussionista Marcello Piccinini, e che lanciano la volata al gran finale di “Sunset on M”.

Dardust però non se ne va, resta seduto al piano per accompagnare l’altra grande star della serata. Elisa è una delle poche fuoriclasse rimaste a livello nazionale. E si sente. “No hero”, “Anche fragile”, “Se piovesse il tuo nome”, “O forse sei tu” e “Luce” mandano carezze al pubblico. Carezze che lei addolcisce con la sua voce, la sua verve, la sua delicatezza e la sua simpatia. Balla, canta, scherza con Dario e introduce con parole calde “A modo tuo”.

«Il bene che vogliamo agli altri rappresenta il nostro modo di essere nel mondo, l’unica cosa che ci fa andare veramente avanti».

La piazza raccoglie il messaggio e canta, senza mai fermarsi. Fino alla sorpresa finale con Sangiorgi, ciliegina sulla torta di un concerto che in poco meno di due ore ha saputo conquistare plauso unanime. Seminando bellezza, generosità e futuro.

La piazza si illumina

 

 

 


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