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Dipartimento di prevenzione: la pandemia ha scoperto la parte sommersa dell’iceberg (Video)

ASCOLI - Il ruolo fondamentale della Sanità pubblica ma anche le criticità messe a nudo dall'emergenza sanitaria sono stati al centro del convegno regionale del Siti, con il dottor Angelini, presidente Marche e direttore della struttura dell'Area Vasta 5, nella veste di responsabile scientifico. Si replica il 17 giugno a Colli del Tronto 
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di Maria Nerina Galiè

 

La punta dell’iceberg: così il dottor Claudio Angelini, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Area Vasta 5, in questa sede in veste di presidente Marche della Società di Igiene e Sanità Pubblica (Siti), ha definito il settore, in prima linea nel contrasto alla pandemia.

 

Il dottor Claudio Angelini

Un ruolo scontato, per gli addetti ai lavori: «La nostra è una medicina di guerra che entra in azione quando si verificano eventi catastrofici, come pandemie o terremoti», precisa il direttore. Ma non per questo conosciuto in tutti i suoi aspetti.

 

Poi, soprattutto, “merito” dell’emergenza sanitaria è stato quello di aver offerto strumenti per meglio comprendere le criticità dei Dipartimenti di Prevenzione e, di conseguenza, indirizzare azioni mirate a risolverle.

 

L’occasione per affrontare tutti questi argomenti è stata il convegno che si è tenuto ad Ascoli, a Palazzo dei Capitani, ieri 10 giugno, con il dottor Angelini responsabile scientifico e moderatore degli interventi, dopo i saluti istituzionali del sindaco di Ascoli Marco Fioravanti e del direttore sanitario Asur Remo Appignanesi, del dirigente pf (prevenzione e promozione della salute della vita e nei luoghi di lavoro) Ars Marche Fabio Filippetti.

 

Ai microfoni si sono dati il cambio autorevoli relatori, arrivati in rappresentanza del Ministero della Salute e del Siti nazionale ma anche dei Dipartimenti di prevenzione di tutta Italia, oltre che delle Marche e del Piceno.

 

«Non voglio parlare di quello che è stato fattoha sottolineato il dottor Angelini e dei molti sacrifici, ma soffermarmi sulle esperienze che ha dato la pandemia, portando alla luce quella parte sommersa dell’iceberg, fatta anche di criticità da prendere come insegnamento per la programmazione futura  

 

Tra le difficoltà messe in luce, senz’altro la carenza di personale. 

«E’ pertanto indispensabile – sono ancora le parole del direttore del Dipartimento di prevenzione  dell’Area Vasta 5 – il potenziamento dei Dipartimenti di prevenzione, in termini di risorse umane, partendo dai giovani da assumere ancor prima di terminare la specializzazione, e di tecnologie. Sarebbe anche auspicabile che facciano  ingresso nuove professioni come statistici, chimici, esperti in comunicazione, laureati in scienze  motorie» 

La vaccinazione di massa, altra esperienza che ha dato un nuovo impulso all’attività di prevenzione, «permettendo di vaccinare in breve tempo un alto numero di persone, si è confermata anche come strumento efficace per recuperare le coperture perse in epoca Covid».

 

Anche la comunicazione, come ad esempio sugli effetti avversi dei vaccini, ha giocato un ruolo importante.

 

Indiscutibile per l’intera categoria il vantaggio portato dai vaccini, di cui lo stesso Angelini è stato fin da subito accanito sostenitore, come unico vero strumento di contrasto, alle forme più gravi della malattia, salvando migliaia di vite, come è stato confermato dall’Istituto superiore di Sanità. Vantaggio riconfermato per tutte le tipologie di vaccino.

 

Anche se, è stato ammesso da alcuni, che proprio il vaccino contro il Covid, ancora sconosciuto sull’evoluzione di eventuali varianti, c’è  molto da lavorare. Come c’è da lavorare sull’esitazione vaccinale, vero elemento in grado di allontanare le persone dal vaccino, nonostante i numerosi sforzi della Sanità pubblica, arrivata a portarlo fin sotto casa con i camper. Anche qui con grande sforzo della struttura addetta.

 

Per l’immediato futuro, ancora occhi puntati sul Dipartimento di prevenzione che dovrà prepararsi a quella che, da alcuni relatori, è stata definita la “Tempesta perfetta”, attesa per il prossimo autunno con il possibile incrociarsi di influenza tradizionale, virus tradizionali (tenuti a bada negli ultimi due anni dall’utilizzo dei dispositivi  di protezione) ed eventuali mutazioni del Coronavirus.

 

Se ne parlerà ancora, venerdì prossimo 17 giugno, all’hotel Casale di Colli del Tronto, giorno in cui è in programma un altro congresso del Siti regionale, con il patrocinio di Asur Marche, dal titolo: “Una nuova sfida per la Sanità pubblica: come contrastare con le vaccinazioni la pericolosa alleanza tra Cvoid 19, influenza e polmonite da pneumococco”.  Anche in quel caso il responsabile scientifico sarà il dottor Angelini. 

 


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