Quantcast
facebook rss

Una “Passeggiata Vagabonda” dedicata ad Alberto “B’lò” Farina

ASCOLI - Venerdì 24 giugno nuovo appuntamento con la Fondazione Don Giuseppe Fabiani per tenere vivo il ricordo dello scrittore, poeta e cultore delle tradizioni e del dialetto ascolano, prematuramente scomparso nel 2020. Le sue mani magiche nel lavoro di artigiano e nei trascorsi nel mondo della musica
...

 

 

Alberto Farina

Venerdì 24 giugno alle ore 18 nuovo appuntamento ad Ascoli con “Passeggiate Vagabonde” della Fondazione Don Giuseppe Fabiani. Nel giardino della sede di Via Annibal Caro è in programma un incontro dedicato ad Alberto Farina, conosciuto anche come B’lò, scrittore e poeta dialettale scomparso due anni fa. Parteciperanno parenti e amici di Alberto con ricordi e testimonianze, quindi Caterina Speca leggerà alcune sue poesie.

 

Alberto B’lò Farina era nato in Rua Carlo Palucci il 16 aprile 1945. Innamorato della sua città e della cultura, passa l’infanzia e la prima adolescenza tra le ruette che gli hanno dato i natali, giocando con i coetanei e, grazie soprattutto alla conoscenza di Don Giuseppe Fabiani e dei suoi insegnamenti, si cimenta anche con il tennistavolo con la Virtus San Pietro Martire con cui gioca prima nei campionati provinciali e poi in quelli regionali riportando vittorie e premi.

 

Eclettico e curioso, ma anche sempre alla ricerca di nuove sfide e stimoli, dopo aver sviluppato le sue doti sportive, decide di cimentarsi anche nelle arti e, con la tenacia e volontà che lo hanno sempre contraddistinto, inizia a suonare la batteria ed entra nel gruppo de “I Lupi” con cui si esibì non solo ad Ascoli ma anche al mitico “Piper” di Roma. Con alcuni amici fondò e suonò anche nel gruppo de “I Misteriani”.

 

Particolarmente portato per le scienze e la tecnica, giovanissimo inizia a lavorare come elettromeccanico fino a quando non ha un incidente che lo costringe a fermarsi momentaneamente. Nel 1973 sposa Maria Pia Lelli e con lei parte per l’Australia con l’intenzione di trasferirsi e restare a lavorare lì. Ma il destino o l’attrazione per la sua città, rimescolano le carte e, complice un ciclone, B’lò torna a casa riprendendo la sua attività di elettromeccanico e fondando con altri due soci la “Elettromeccanica Ascolana” dove lavorerà fino al pensionamento. Nel frattempo nasceranno due figlie, Elisa e Alessia.

 

Oltre alle scienze e agli esperimenti con le calamite che utilizza in mille maniere diverse e di cui riconosce i benefici del magnetismo, ama l’arte e la creatività manuale per cui la domenica, unico giorno libero, lo dedica al “manipolare” travertino e rame creando con scalpello, vernici, smalti, o semplicemente con le mani, sculture colorate e fregi con cui adorna casa e che ama regalare agli amici.

 

Una volta in pensione, riprende il rapporto privilegiato con la sua città girando per le ruette, facendo foto degli scorci più intimi, dei portoni e delle epigrafi, per ricostruire la storia di Ascoli attraverso particolari poco conosciuti. Proprio in questa sua ricerca inizia a mettere in prosa le sue sensazioni e osservazioni raccontando Ascoli ed i suoi personaggi caratteristici attraverso aforismi o poesie in dialetto. Passione, la scrittura, che lo impegnerà fino alla fine, creando intorno a lui un piccolo “circolo culturale” con sede privilegiata al Caffè Meletti.

 

Quel suo stile di analizzatore e ricercatore lo accompagna sempre, fino alla fine del suo tragitto terreno, per cui, anche nell’arte della poesia. Scrivere per lui non è solo produzione artistica ma soprattutto studio del dialetto ascolano, messo anche a confronto con quello di altre regioni.

 

Ammalatosi nel 2015, ci lascia il 6 dicembre 2020, ma continua ad emozionare e regalare perle nei ricordi di tutte le persone che lo hanno conosciuto e non hanno potuto fare a meno di volergli bene.

 

 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X