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Accorpamento di Medicina e Nefrologia, Giovanili (Aned): «Categoria fragile a rischio per potenziali occasioni di promiscuità»

ASCOLI - Il delegato dell'Associazione emodializzati manifesta preoccupazione per la scelta, seppure provvisoria e con tutte le rassicurazioni, di Area Vasta 5, resa necessaria da ferie e malattie del personale. «Vigileremo affinché tutto avvenga come promesso»
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L’ingresso dell’emodialisi del “Mazzoni” di Ascoli

 

di Maria Nerina Galiè

La notizia dell’accorpamento dei reparti di Medicina e Nefrologia e Dialisi dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli ha suscitato preoccupazione dei cittadini che soffrono di patologie nefropatiche. A farsi portavoce, in qualità di delegato territoriale Aned (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e trapianto) è Michele Giovanili, il quale sottolinea come i pazienti che hanno questi problemi sono estremamente fragili e l’accorpamento con un reparto come Medicina può alzare il rischio di trasmissione di malattie infettive, non solo il Covid.

 

«Va bene che si tratta di una situazione provvisoria», esordisce Giovanili. Infatti, alla base della misura stabilita da Area Vasta 5, c’è la necessità di mandare in ferie il personale sanitario, oltre che di gestire “assenze per malattia”.

 

«Ma mi chiedo: perché devono pagare i pazienti per problemi di carenza di personale e mancate assunzioni per questioni di budget o bilancio? Non è giusto», sono ancora le parole di Michele Giovanili che continua: «I pazienti nefropatici sono estremamente fragili, tanto che a loro è stata destinata anche la quarta dose di vaccino anti Covid». 

 

Ai pazienti di Nefrologia è stata riservata un’apposita ala, in fondo al reparto di Medicina, con 10 posti letto e due stanze singole per la dialisi peritoneale. Tale organizzazione dovrebbe persistere da oggi, 23 giugno, al 15 settembre. 

 

L’Area Vasta 5 precisa che «la sicurezza e la qualità delle cure rimangono garantite, essendo sempre previsto in turno, personale dedicato e specializzato in entrambe le discipline, mantenendo pertanto gli standard assistenziali e di sicurezza richiesti».

 

Ma anche questo non basta a tranquillizzare gli utenti rappresentati dal delegato Aned: «Di certo medici, infermieri e oss sono bravi nel loro lavoro, ma sarà inevitabile, anche perché questo è il motivo dell’accorpamento, che gli stessi dovranno a volte occuparsi dei ricoverati di Medicina e di quelli in Nefrologia contemporaneamente, diventando un potenziale veicolo di trasmissione di altre malattie».

 

«Il nostro auspicio – conclude Giovanili – è che si evitino davvero occasioni di promiscuità e che le  persone affette da malattie renali abbiano tutta l’attenzione e tutta la protezione necessarie. Come Aned saremo vigili e pronti a segnalare nel caso non sarà così». 


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