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Palariviera, niente efficientamento energetico: il multisala rischia di non riaprire a settembre

SAN BENEDETTO - Il progetto presentato non è rientrato nella graduatoria del bando Ifit, al quale Palacongressi aveva aderito chiedendo 2 milioni per installare fotovoltaico e cappotto termico
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Il Palariviera

 

di Giuseppe Di Marco

 

Il Ministero del Turismo nega l’efficientamento energetico al cinema Palariviera: il progetto presentato in primavera non è rientrato nella graduatoria di un bando che metteva a disposizione 600 milioni di euro alle aziende di tutta Italia.

Nello specifico, ad aprile la Palacongressi aderiva alla misura Ifit (Incentivi Finanziari per le Imprese Turistiche) chiedendo al governo 2 milioni di euro per effettuare un grande intervento di ammodernamento alla struttura di Via Aldo Moro che ospita il multisala. Il progetto, tra le altre cose, prevedeva l’installazione dell’impianto fotovoltaico e la realizzazione del cappotto termico: opere che di fatto avrebbero consentito al gestore del cinema di tagliare i salatissimi costi relativi alle utenze, ulteriormente aumentati con il recente caro bollette.

La speranza è l’ultima a morire. Palacongressi infatti auspica che la misura Ifit venga rifinanziata da Roma per dare liquidità a tutte le realtà che sono rimaste a bocca asciutta. In caso contrario, la società presieduta da Fausto Calabresi proverà ad intercettare contributi da atri bandi, magari provenienti dal Pnrr.

Per ora, però, il Palariviera non verrà ammodernato. Questo intervento era stato considerato condizione necessaria per la riapertura a settembre, che ora rischia di slittare, anche per un altro motivo. Il problema è che il contratto con il precedente gestore, Madison, non è stato completamente risolto. L’impresa romana, dopo qualche mese di proiezioni a partire da ottobre 2021, lo scorso marzo rinunciava ufficialmente a proseguire l’attività in Riviera. Formalmente, però, la convenzione è ancora vigente, e Palacongressi sta facendo di tutto per chiuderla una volta per tutte, magari anche rinunciando ad una cospicua parte del canone che ancora dovrebbe incassare.

Tutto dipende da quanto la controparte si mostrerà collaborativa da qui alle prossime settimane. In caso di mancata risoluzione entro tempi accettabili, è probabile che la controversia approdi in tribunale.


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