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Turni Pronto Soccorso e Murg, tuona il “Cimo”: «La Direzione di Area Vasta non ha coinvolto i sindacati»

ASCOLI - Dopo la soluzione annunciata, intervengono i dottori Andrea Piccinini e Luciano Moretti del "Cimo" che stigmatizzano il comportamento chiedendo un nuovo confronto al direttore generale Massimo Esposito
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Il sindacato dei medici “Cimo” giudica positivamente la soluzione annunciata dalla Direzione di Area Vasta 5 per la copertura dei turni in Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza, dove, per la grave carenza di medici, si rischiava di non riuscire a garantire gli attuali livelli di assistenza.

 

Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Ascoli

Intervengono i dottori Andrea Piccinini della locale Delegazione Cimo e il segretario regionale dello stesso sindacato Luciano Moretti, che spiegano come «grazie all’intervento del nostro sindacato, che aveva pubblicamente denunciato la grave criticità, dopo avere inutilmente richiesto un confronto con la Direzione,  i vertici aziendali di Area Vasta 5 si sono rapidamente mobilitati per trovare una soluzione percorribile.

 

Tuttavia, pur apprezzando l’impegno della Direzione – aggiungono – non è stata fornita alcuna informativa alle organizzazioni sindacali circa la natura delle soluzioni di imminente adozione, precludendo di fatto una analisi delle possibili ricadute sull’organizzazione del lavoro, sulla erogazione dei servizi e sulla verifica del rispetto della normativa contrattuale.

 

Abbiamo quindi nuovamente chiesto un confronto al direttore generale (Massimo Esposito, ndr) su tali problematiche auspicando in un positivo riscontro, ma stigmatizziamo il comportamento della Direzione che, ancora una volta, non ha coinvolto le organizzazioni sindacali su problematiche così rilevanti.

 

Il Pronto Soccorso dell’ospedale di San Benedetto

Anche perché dubitiamo che le soluzione proposte, cioè il coinvolgimento dei medici di altri reparti su base volontaria, possano risultare efficaci, posto che tale strada è già stata recentemente percorsa senza buon fine, data la mancanza di adesione al progetto di tutti i medici interpellati.

 

Al momento – spiegano i due esponenti del Cimo – abbiamo notizie che non sono ancora stati coperti tutti i turni di servizio previsti. Inoltre lo strumento delle prestazioni aggiuntive su base volontaria, risulta scarsamente attrattivo dal punto di vista economico considerando l’impegno, i rischi e la responsabilità che assume il medico che opera in emergenza-urgenza, essendo il suo valore economico vincolato alla previsione contrattuale del 2005.

 

Abbiamo pertanto chiesto all’assessorato regionale – concludono Piccinini e Moretti – di valutare la fattibilità giuridica di proporre una delibera di giunta che permetta di attribuire ai dirigenti medici un incarico in addendum per lo svolgimento di attività in Pronto Soccorso remunerato con tariffe analoghe a quelle  proposte alle cooperative private».


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