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Vaiolo delle scimmie: primo caso nel Piceno, è un uomo di 42 anni

SANITA' - Si tratta di un uomo che non ha fatto viaggi all'estero. A parte i sintomi tipici del contagio da Monkeypox, sta bene. E' accaduto che, durante una visita di counselling nell'ambulatorio di Infettivologia di Area Vasta 5, la dottoressa Giuseppina D'Amato ha notato lesioni cutanee sospette associate a linfoadenomegalia (ingrossamento dei linfonodi). Il dottor Claudio Angelini, direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica ha subito allertato Asur e Regione Marche per la segnalazione al Ministero della Salute. Già partita la macchina del tracciamento dei contatti stretti. In Italia i casi confermati sono 192 tra Lombardia, Lazio e Emilia Romagna
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II vaiolo delle scimmie è arrivato anche in provincia di Ascoli. Il primo caso riguarda un uomo di 42 anni, residente sulla costa picena, che non ha fatto viaggi all’estero. Ieri, lunedì 4 luglio, il laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona ha confermato che si tratta Monkeypox.

 

Il dottor Claudio Angelini

Il sospetto era sorto perché l’uomo presentava i sintomi tipici: febbre, mal di testa, dolori articolari e, soprattutto, manifestazioni cutanee di tipo vescicolare simili alla varicella. Come da protocollo è stato sottoposto a tampone ed il campione inviato ad Ancona per l’esame. Poi la conferma.

 

Nel frattempo è partita immediatamente la macchina del tracciamento dei contatti stretti che l’uomo può aver avuto nelle circa due settimane precedenti, cioè quelle dalla comparizione dei primi sintomi alla conferma di essere affetto dal vaiolo delle scimmie.

 

E’ accaduto che durante una visita di counselling, presso l’ambulatorio di Infettivologia dell’Area Vasta 5, la dottoressa Giuseppina D’Amato ha notato in un paziente lesioni cutanee sospette associate a linfoadenomegalia (ingrossamento dei linfonodi). Il paziente non aveva effettuato viaggi recenti in Paesi endemici e non risultava vaccinato contro il vaiolo umano. In Italia la vaccinazione è stata sospesa nel 1977 e ufficialmente abrogata nel 1981. Oggi sono disponibili nuovi vaccini (di terza generazione) più attenuati e non replicanti, approvati per usi specifici da diverse autorità regolatorie nazionali.

A quel punto la dottoressa D’Amato ha eseguito prontamente il tampone a livello delle lesioni cutanee per la ricerca mediante test PCR del virus del vaiolo delle scimmie (monkeypox).

 

Il tampone è stato quindi inviato per l’analisi laboratoristica al reparto di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Nel contempo, la notifica di caso sospetto, è stata inviata al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, diretta dal dottor Claudio Angelini, che ha tempestivamente ha allertato Asur e Regione Marche ai fini della segnalazione al Ministero della Salute.

 

Alcune ore dopo è stata comunicata la conferma di positività al tampone di ricerca per vaiolo delle scimmie. Si tratta di un uomo di 42 anni residente nella provincia di Ascoli, le cui condizioni non destano preoccupazioni.

 

Il SISP ha disposto il provvedimento di isolamento domiciliare che avrà la durata di tre settimane e comunque fino alla risoluzione della sintomatologia.

 

Si stanno effettuando le indagini epidemiologiche per la ricerca dei contatti stretti ai quali verrà chiesta l’autosorveglianza sintomatologica per 21 giorni dall’ultimo contatto con il caso confermato, e che, se dovessero comparire segni/sintomi tipici del vaiolo delle scimmie dovranno contattare immediatamente il loro medico di medicina generale. La situazione è costantemente monitorata dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica. 

 

Asur regionale e Area Vasta 5 stanno dimostrando di saper mettere in campo una sorveglianza attenta ed efficace come identificato al primo punto dall’OMS per garantire la prevenzione e il controllo dell’infezione. Ci troviamo di fronte ad una malattia a trasmissione diretta e che, in particolare alle nostre latitudini, si diffonde tra esseri umani, attraverso contatti stretti. Si tratta inoltre di una malattia molto diversa rispetto al covid, con i cluster che tendono ad autoeliminarsi. Si tratta ormai di una infezione endemica che conta 6.177 casi nel mondo e 192 (193 con il nostro!) in Italia (che si colloca al nono posto per casi) con la quale dovremmo imparare a confrontarci senza allarmismi e inutili paure.

 

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica nazionale, il primo caso in Italia di vaiolo delle scimmie è stato confermato il 20 maggio 2022. Al primo luglio i casi confermati in Italia sono 192, identificati principalmente in Lombardia (109), Lazio (40) e Emilia Romagna (17). 

 

I sintomi del vaiolo delle scimmie comprendono di solito: febbre, intenso mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena e astenia. Durano da due a quattro settimane e scompaiono da soli senza trattamento.

 

I segni più frequenti sono: linfonodi ingrossati ed eruzioni o lesioni cutanee sotto forma di vescicole. Possono essere infettive ulcere, lesioni o piaghe della bocca. Il virus può diffondersi attraverso la saliva o attraverso droplet in caso di contatto prolungato faccia a faccia (a maggior rischio gli operatori sanitari, i membri della stessa  famiglia e altri contatti stretti dei casi confermati), ma anche con contatto diretto tra le lesioni durante rapporti sessuali.

 

Infine è importante ricordare che indumenti, lenzuola, asciugamani o stoviglie contaminati dal virus di una persona infetta possono contagiare altre persone. Resta fondamentale che chiunque abbia sintomi riferiti al vaiolo delle scimmie contatti immediatamente il proprio medico.


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