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«Qualunque sarà la decisione di Whirlpool, impensabile una chiusura dello stabilimento di Comunanza»

SONO LE PAROLE del sindaco Alvaro Cesaroni, che è sceso di nuovo in campo (come nel 2018) per scongiurare - senza escludere la strada della diversificazione - un sito produttivo vitale per l'intera area montana e non solo. Per il 22 luglio ha convocato un incontro con Regione Marche e parlamentari locali
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Il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni

 

di Maria Nerina Galiè

 

«Qualunque sarà la decisione della Whirlpool, lo stabilimento di Comunanza deve rimanere attivo. Può diversificare, ma mai chiudere. La sua esistenza è vitale per un vasto territorio. La Regione ed il Governo devo rendersene conto». Con queste parole il sindaco Alvaro Cesaroni si prepara ad un’altra “battaglia” per scongiurare il peggio. Con la stessa determinazione che lo ha visto protagonista nel 2018, quando si temeva per il futuro del sito piceno, in grande difficoltà.

 

Adesso come allora Cesaroni ha convocato i primi cittadini dei comuni interessati dall’area di azione dello stabilimento comunanzese, promuovendo un incontro – il 22 luglio all’auditorium “Luzi” –  ed al quale parteciperanno anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, i sindacalisti, i parlamentari locali. Sono stati invitati anche il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini ed i rappresentanti dell’azienda. 

 

Oggi, come 4 anni fa, è in bilico non solo il lavoro dei dipendenti Whirlpool «che arrivano da tutto il Piceno e dal Fermano», ricorda Cesaroni che prosegue: «Qui si tratta di un sito produttivo di 44.000 metri, tra i più grandi della provincia, e sul quale poggia l’economia dell’intera area montana, alimentata anche da un consistente indotto. E’ esclusa la chiusura. Su questo punto dobbiamo essere tutti concordi, Regione Marche in testa, ed esperire ogni tentativo teso a scongiurare il peggio. Che si tratti di vendita, che si mettano in campo incentivi o anche che si scelga la strada della diversificazione».

 

Cesaroni condivide la preoccupazione che serpeggia tra i lavoratori. In prima persona ha parlato con l’amministratore delegato della Whirlpool per l’Italia Luigi La Morgia: «Neanche lui sa, o non lo ha lasciato intendere, quali siano le reali intenzioni della Corporate americana. Attende il nuovo piano industriale per settembre. Ma noi non aspetteremo. Dobbiamo agire d’anticipo per non farci trovare impreparati».

 

Alla base della preoccupazione, lo spettro dell’uscita dall’Europa del colosso americano, che nel frattempo non ha attuato pienamente il piano industriale 2019-2021, non ne ha predisposto ancora uno nuovo, ha venduto Napoli nonostante l’impegno preso al Mise nel 2019 di non dismettere nulla in Italia.

 

A far scattare l’ulteriore allarme – dopo le affermazioni sul “Bloomberg News” di Marc Bitzer, amministratore delegato di Whirlpool Corporation in merito ad una revisione strategica delle sue attività in Europa, Medio Oriente e Africa – l’accordo sottoscritto con il gruppo turco Arcelik, per la vendita delle attività nella produzione e vendita di elettrodomestici di Indesit International JSC e Whirlpool LLC in Russia, Bielorussia, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Armenia, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan .

 

«Una ennesima dismissione – scrive “First online” che ha riportato un’intervista con David Sberna, responsabile della comunicazione dell’area Emea – dopo quelle in Asia e Europa, ma particolarmente importante per le dimensioni perché ha significato cedere il 15 per cento del fatturato Emea, una percentuale valutata intorno ai 300-400 milioni di dollari”». 

 

 «Ho parlato anche con David Sberna  – afferma Cesaroni – e mi ha assicurato  che quest’ultima operazione aziendale nulla a che vedere con l’intenzione di dismettere gli stabilimenti europei».

Ma lo stesso Sberna, nell’intervista su “First online”, fa riferimento ad investimenti e potenziamenti su Siena, Cassinetta, Fabriano. Non una parola su Comunanza. Il che può non voler dire nulla, ma non è certo passato inosservato agli occhi attenti di Rsu e sindacalisti provinciali, che domattina 8 luglio si ritroveranno per un presidio davanti alla Prefettura di Ascoli in contemporanea.

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