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Area Vasta 5, sindacati a colloquio con Saltamartini: sospesa la protesta degli operatori sanitari

ASCOLI - In concomitanza con l’assemblea dei sindaci, riuniti a Palazzo dei Capitani per discutere il superamento del modello Asur, sindacati e lavoratori si sono dati appuntamento in piazza del Popolo invocando nuove assunzioni e il riequilibrio territoriale dei finanziamenti. Dopo aver ascoltato le richieste, l’assessore regionale alla Sanità ha deciso di inaugurare un tavolo permanente per la risoluzione delle problematiche, con un primo incontro da fissare entro 10 giorni
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La protesta a Palazzo dei Capitani

 

 

di Federico Ameli

 

Mattinata all’insegna del diritto al lavoro in centro storico, dove a farla da padrone sono state le manifestazioni sindacali indette a tutela di chi, operai o professionisti della sanità pubblica che siano, da diverse settimane a questa parte è finito suo malgrado al centro di una serie di criticità che rischiano, di questo passo, di finire per penalizzare irrimediabilmente il tessuto socio-economico del Piceno.

 

Allarme apparentemente rientrato quantomeno in ambito ospedaliero, per fortuna, dato che nel pomeriggio di oggi la nutrita rappresentanza di operatori sanitari e sindacalisti coordinati dalle sigle Cgil, Cisl, Uil, Nursind, Fials, Usb e Nursing Up radunatasi all’ingresso di Palazzo dei Capitani in concomitanza con una blindatissima assemblea dei sindaci è stata poi ricevuta dall’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini alla presenza del collega al Bilancio Guido Castelli, del direttore generale Asur Nadia Storti e del Direttore dell’Area Vasta 5 Massimo Esposito.

Con il modello Asur ormai prossimo all’archiviazione e l’imminente avvio di cinque aziende sanitarie con una propria autonomia di bilancio, dipendenti e rappresentanti del mondo sindacale hanno colto la palla al balzo per invocare un tempestivo intervento delle istituzioni sulle problematiche che da tempo affliggono chi lavora nella sanità pubblica.

 

A cominciare dal riequilibrio territoriale dei finanziamenti e dei fondi contrattuali, con striscioni e qualche coro i manifestanti hanno chiesto a gran voce il superamento del precariato attraverso una campagna di assunzioni e stabilizzazioni, oltre al rispetto dei diritti sanciti dalla normativa vigente e del contratto collettivo di categoria e al pagamento di tutte le indennità contrattuali – anche legate all’emergenza sanitaria – ancora pendenti.

Giorgio Cipollini

 

«Abbiamo promosso questo presidio a Palazzo dei Capitani – dichiara Giorgio Cipollini della Cisl  – per chiedere alle istituzioni come mai a 5 anni e mezzo dalla pubblicazione della legge 8 del 21 marzo 2017, nonostante una norma che imponeva di procedere al riequilibrio dei fondi del sistema sanitario entro 30 giorni – la legge in questione non sia stata ancora applicata, penalizzando e discriminando fortemente il Piceno come si evince dai dati ufficiali.

 

Ci rendiamo conto dei limiti di legge che impediscono il riequilibrio della spesa, ma è necessario ridare solidità a chi per anni è stato relegato ai margini della sanità regionale, provvedendo prima dell’attuazione del nuovo modello sanitario varato dalla giunta regionale».

Filippo Saltamartini a colloquio con Anna Casini

Una protesta pacifica che, fortunatamente, ha dato i frutti sperati, dato che, come già anticipato, alle 15 la delegazione sindacale è stata ricevuta dall’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini.

 

Nell’occasione, i rappresentanti del personale hanno evidenziato ai vertici della Regione e dell’Asur le difficoltà economiche e finanziarie in cui versa l’Area Vasta 5, tali da non consentire un’adeguata organizzazione dei servizi sanitari e una congrua dotazione organica, con un numero consistente di dipendenti in servizio con contratto a tempo determinato e prossimo alla scadenza.

 

Di fronte alle rivendicazione delle sigle sindacali, l’assessore Saltamartini ha deciso di inaugurare un tavolo permanente e in presenza per la risoluzione delle problematiche esposte, con un primo incontro da fissare entro 10 giorni.

 

Un’apertura che, in attesa di sviluppi, ha convinto la delegazione sindacale di annullare la manifestazione in programma martedì 12 luglio a Palazzo Raffaello – sede del consiglio regionale – e di valutare l’esito del primo incontro, nella speranza di poter trovare finalmente una soluzione in grado di mettere d’accordo tutte le parti in causa.

 

«Qualora tali iniziative non dovessero essere sufficienti per risolvere le criticità rappresentate – avvertono in conclusione le sigle sindacali – la Rsu e le organizzazioni sindacali sarebbero pronte a riprendere il percorso di mobilitazione».

Marco Fioravanti a colloquio con i rappresentanti sindacali

L’arrivo di Antonio Spazzafumo a Palazzo dei Capitani

Sergio Loggi e Francesco Ameli in piazza del Popolo

Mauro Bochicchio e Sara Moreschini varcano la soglia di Palazzo dei Capitani


 

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