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Fumo, nebbia o gas? Vigili del fuoco al lavoro per capire l’origine di una nube misteriosa visibile da Acquasanta alla Montagna dei Fiori

MISTERO - Insieme ai pompieri di Ascoli, impegnati anche i colleghi di Teramo e Rieti. Sul posto anche l'elicottero decollato da Pescara. Non si esclude il fuoco che corre sotto una spessa coltre di foglie umide, ma neppure qualche effetto provocato dal terremoto della notte scorsa a 4 chilometri da Accumoli 
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(foto di repertorio)

 

Fumo, nebbia oppure gas sprigionati dal terremoto? Un mistero che da stamattina, 14 luglio, sta dando un bel da fare ai Vigili del fuoco del Comando provinciale di Ascoli e non solo.

 

Tantissime segnalazioni per un presunto incendio che riguarderebbe una zona non facilmente identificabile, dalla Montagna dei Fiori.

 

Sono arrivate chiamate sia dal versante ascolano che da quello teramano.

 

Ma anche da Acquasanta, Arquata, Accumoli (dove nella notte si è registrata una scossa di terremoto) fino a Città Reale in provincia di Rieti. E’ stato dato l’allarme per l’enorme nube di fumo. In qualche caso hanno dichiarato di percepire odore di bruciato.

 

Ovviamente i pompieri, allertati anche dalla Questura di Ascoli, si sono mossi velocemente, sia con mezzi propri che contattando i  colleghi di Teramo e Rieti. Ma ancora, dalle ore 8 di oggi, non è stata trovata l’origine del rogo, se di questo si tratta.

 

Squadre sono partite da tutte le Caserme ed anche dal distaccamento di Arquata, i cui uomini sono saliti fino al Rifugio “Paci” per scoprire il panorama. Molto estesa la zona coperta dal fumo, ma nessuna fiamma. Così pure squadre partite da Ascoli che, a Colle San Giacomo, si sono incrociate con i pompieri di Teramo.

 

Senza esito anche la perlustrazione aerea dell’elicottero dei Vigili del fuoco, decollato dalla base di Pescara.

 

Tante le ipotesi, tra cui un sorta di gas sprigionata dal terremoto di stanotte, a 4 chilometri da Accumoli. Oppure un incendio le cui fiamme però non sono visibili perché sta pericolosamente camminando sotto una spessa coltre di foglie inumidite dal “fresco” della notte scorsa. E’ questa la caratteristica dell’incendio che da una settimana sta divorando i calanchi tra Castignano (luogo di origine) e Appignano del Tronto (contrada Montecalvo) e dove i pompieri di Ascoli sono ancora impegnati, tra bonifica e monitoraggio.

 

Oppure è solo nebbia sprigionata dalla forte escursione termica tra le ore notturne ed il sorgere del sole.

 

m.n.g.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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