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La riorganizzazione sanitaria delle Marche incassa l’ok della Commissione

APPROVATA a maggioranza. Il voto finale atteso entro agosto. La presidente, Elena Leonardi: «Una riforma attesa per il rilancio». Le obiezioni di Romano Carancini: «Legge avventata nei tempi e sbagliata nel merito»
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Il governatore Francesco Acquaroli (al centro) durante uno degli incontri per parlare della proposta di legge sulla sanità

 

Approvata dalla commissione Sanità, a maggioranza, la riorganizzazione del Servizio sanitario regionale. Il quadro generale della proposta di legge, ad iniziativa della Giunta regionale, indica, nell’assetto istituzionale, Regioni, Comuni, enti del servizio ed Agenzia regionale sanitaria (Ars) con compito di provvedere allo svolgimento delle funzioni istituzionali in materia di sanità, ciascuno per il proprio ambito di competenza.

 

Gli enti del servizio sanitario sono le Aziende sanitarie territoriali (le Ast, coincidenti con le cinque province), l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche, l’istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Inrca di Ancona. Dopo questo passaggio la proposta di legge è in attesa dei pareri del Consiglio delle autonomie locali (Cal) e del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro (Crel) prima di giungere al voto definitivo, entro il mese di agosto.

 

La presidente di Commissione Elena Leonardi (FdI), relatrice di maggioranza, ha parlato di «un grande lavoro anche in termini di ascolto e partecipazione. Una riforma attesa, importante ed urgente per il rilancio della sanità marchigiana, attraverso lo spostamento dell’asse delle scelte sui territori».

 

Il relatore di minoranza sul provvedimento, il consigliere Pd Romano Carancini, ha spiegato le ragioni del voto di astensione (con lui, astenuta anche la vicepresidente di Commissione del gruppo Misto Simona Lupini). Secondo Carancini «l’approfondimento dei contenuti in Commissione e la raccolta dei contributi delle persone ascoltate rafforzano la convinzione di una legge avventata nei tempi, sbagliata nel merito, confusa rispetto alla attuabilità. Una legge che peggiorerà l’organizzazione sanitaria e le risposte alla richiesta di salute per i cittadini marchigiani».


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