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Ombrelloni abusivi, partono i controlli a tappeto della Capitaneria di Porto

SAN BENEDETTO - L'abusivismo in spiaggia ha molte facce: scattano i controlli e numerosi chalet eliminano intere file di ombrelloni. Eppure le regole del demanio marittimo sono chiare
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La costa di San Benedetto

 

di Giuseppe Di Marco

 

Sono cominciati i controlli a tappeto della Capitaneria di Porto contro l’abusivismo su spiaggia. Ma stavolta non si parla dei venditori ambulanti non autorizzati, bensì di alcuni chalet che hanno posizionato le proprie attrezzature in zone del demanio off limits.

 

Alcuni stabilimenti, all’inizio del lungomare, sono già stati costretti ad arretrare la propria linea di ombrelloni, considerata troppo vicina allo specchio d’acqua. In questo modo, forse, qualcuno avrà pensato di guadagnare qualcosa in più, ma lo ha fatto violando le norme che regolano il demanio marittimo.

 

A spiegare qual è la situazione è direttamente il comandante della Capitaneria di Porto, Marco Mancini. «Abbiamo dato disposizione ad alcuni stabilimenti di arretrare di diversi metri fino a quando la situazione non lo richieda. Abbiamo effettuato numerosi controlli – spiega – e abbiamo riscontrato alcune violazioni delle norme che disciplinano l’occupazione delle aree antistanti lo specchio d’acqua. Rientra pertanto nelle nostre facoltà ingiungere l’arretramento dove ritenuto necessario. Durante il monitoraggio siamo venuti a conoscenza di infrazioni minime ma anche di casi limite».

 

Regole confuse? Macché. Il piano spiaggia comunale, in tal senso, non potrebbe parlare più chiaramente: «In tutti i comparti gli ombrelloni – recita l’articolo 7 – di diametro massimo di 1,8 metri, dovranno essere localizzati sull’area concessa fino a 5 metri dalla linea di battigia».

 

Ovviamente non ci sono soltanto dei casi limite. Alcuni stabilimenti, per il tipo di concessione che hanno, non avrebbero potuto estendersi nel modo in cui lo hanno fatto, pur essendo sufficientemente lontani dalla battigia. «Come assessore all’urbanistica dico che il piano spiaggia deve essere rispettato – afferma Bruno Gabriellima le regole del Comune spesso non hanno a che fare con questi episodi: ad essere dirimenti sono i vincoli imposti dalle concessioni strette con il demanio. Per quanto ci riguarda, riteniamo che il piano spiaggia possa essere modificato. Forse i gestori degli stabilimenti hanno bisogno di maggiori garanzie, considerando il periodo di incertezza che stanno vivendo».

 

Il risultato generale, comunque, è sotto gli occhi di tutti: nonostante le norme citate siano in vigore da 12 anni, c’è ancora chi piazza ombrelloni e sedie a sdraio, abusivamente, a ridosso del bagnasciuga. Molti di questi chalet ora hanno tolto numerose file, e la linea di costa non potrebbe presentare panorama più frastagliato e discontinuo. Ma stavolta non certo per l’erosione, bensì per l’elusione di normative poste a tutela dei beni pubblici.


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