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Crisi idrica: da lunedì notti senza acqua mezza Vallata del Tronto, seguiranno ulteriori chiusure

PRIMA FASE del livello di allarme "codice rosso - 3° stadio". Inevitabile il provvedimento della Ciip che dalle ore 22 fino alle 6 del mattino successivo chiuderà i serbatoi che riforniscono Offida, Acquaviva Picena, Centobuchi e Stella di Monsampolo, Castorano e Pagliare del Tronto. Seguirà una seconda fase che interesserà altre zone del territorio in relazione all’andamento delle portate sorgentizie, alla disponibilità degli impianti di soccorso, alla domanda idrica da parte delle utenze e all’andamento climatico. Tutte le raccomandazioni
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Era ormai inevitabile, ma ora è realtà. La crisi idrica che non ha risparmiato nemmeno il Piceno prevede notti senza acqua,  a partire, da lunedì 22 agosto, in alcuni centri della Vallata del Tronto: Offida, Acquaviva Picena, Centobuchi, Stella di Monsampolo, Castorano e Pagliare.

 

Lo ha deciso la Ciip a causa del perdurare della riduzione delle portate in sorgente, di un progressivo depauperamento degli impianti si soccorso, di un’elevata e crescente domanda idrica da parte dell’utenza, dell’attuale andamento climatico stagionale, per garantire una equa distribuzione della risorsa idrica disponibile.

 

Per questi motivi è stato attivato lo stato di crisi idrica e delle misure conseguenti. Ovvero la sospensione dell’erogazione idrica nelle ore notturne dalle ore 22 alle 6 del mattino successivo. Al provvedimento sono interessate anche località della provincia di Fermo.

 

Si tratta di una prima fase alla quale seguirà una seconda fase con ulteriori chiusure su diverse zone del territorio, in relazione all’andamento delle portate sorgentizie, alla disponibilità degli impianti di soccorso, alla domanda idrica da parte delle utenze e all’andamento climatico.

 

Quella che sarà messa in atto rappresenta l’unica misura atta a garantire un’equa distribuzione della scarsa risorsa idrica disponibile e sarà progressivamente estesa in relazione all’andamento delle portate sorgentizie, alla disponibilità degli impianti di soccorso, alla domanda idrica da parte delle utenze e all’andamento climatico.

 

Inoltre, vista la situazione di precarietà delle fonti di approvvigionamento, potranno verificarsi temporanei disservizi anche in zone non inserite nelle aree interessate dalle chiusure programmate e/o in diverse fasce orarie.

 

Oltre che all’utenza civile, le raccomandazioni della Ciip sono estese anche agli uffici pubblici, alle utenze commerciali, produttive e sanitarie e riguardano la particolare attenzione alla manutenzione degli impianti ad autoclave (serbatoi e pompe).

 

 


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