Quantcast
facebook rss

Canducci sgrida Spazzafumo: «Ballarin e Sanità si decidono nel Consiglio estivo?»

SAN BENEDETTO - Il leader dei Verdi rimprovera sindaco e giunta per non aver approfondito gli argomenti, mentre le relative delibere verranno discusse e votate nel Consiglio del 25 agosto
...

Paolo Canducci (Verdi)

 

di Giuseppe Di Marco

 

Il restyling del Ballarin e le nuove strutture di medicina territoriale saranno oggetto di due distinte delibere che andranno nel Consiglio comunale del 25 agosto. Per la minoranza di centrosinistra, il sindaco Antonio Spazzafumo e la giunta, nonostante i mesi di tempo a disposizione, non avrebbero approfondito a sufficienza gli argomenti, arrivando alla fase deliberativa senza alcuna condivisione con l’emiciclo e la cittadinanza rivierasca.

 

«Il 25 agosto, in pieno periodo feriale, si terrà un Consiglio comunale per l’approvazione di delibere di grande importanza – dice Paolo Canducci, leader dei Verdi – che come è avvenuto spesso con questa amministrazione, non sono state in alcun modo discusse e adeguatamente approfondite in consiglio e men che meno nelle commissioni competenti.

 

Partiamo dalla delibera di approvazione della variazione di bilancio per finanziare la “ri-progettazione” del Ballarin, conferendo l’incarico all’architetto Canali per l’importo di 100.000 euro. Fra parentesi: esiste già un progetto? E chi lo ha visto? La necessità e urgenza di rivedere il progetto del Ballarin approvato dall’Amministrazione Piunti e non condiviso dalla città, come chiaramente dimostrato dall’esito delle elezioni, era nota sin dall’insediamento della Amministrazione Spazzafumo, vale a dire da novembre 2021. Il finanziamento ministeriale a quella data era già ufficiale e c’era tutto il tempo (ben nove mesi) per organizzare commissioni, per permettere ai consiglieri comunali di confrontarsi sulle linee guida del nuovo progetto, per coinvolgere i quartieri e il Comune di Grottammare e per decidere il percorso migliore nella scelta del progetto da realizzare.

 

Il nostro gruppo suggeriva già nel primo consiglio comunale di organizzare un concorso di idee per effettuare questa scelta, ma la proposta è stata bocciata bocciata dall’Amministrazione perché, a loro avviso, non c’erano i tempi per completare l’iter, dovendosi approvare l’elaborato entro giugno 2022. Nulla di più falso, perché il mese di giugno è trascorso e il progetto definitivo non è stato approvato, senza che questo ritardo abbia avuto conseguenze sul finanziamento. In realtà la maggioranza e la stessa giunta sono divisi al loro interno sul futuro dell’area, essendo presenti tra le loro fila coloro che hanno raccolto firme, indetto referendum e marciato per la città insieme ai tifosi per chiedere di salvare lo stadio (non solo la Curva Sud) seguendo il modello del Filadelfia di Torino. Tale confusione ha impedito una trasparente discussione con il Consiglio e la città sul destino dell’area e sulle linee guida che il progetto di riqualificazione dovrà seguire.

 

Il 25 agosto prossimo si troveranno le risorse per incaricare il progettista Canali senza però che nessuno tra i consiglieri, ma soprattutto tra i cittadini, sappia come e perché è stato scelto questo professionista, cosa questo tecnico farà, su quale area lavorerà: su tutta l’area considerando anche il Piano del Porto o solo sul rettangolo di gioco? come e se cambierà la mobilità della zona. E’ una cosa gravissima, il Ballarin è una delle poche aree strategiche della nostra città, non merita tale livello di superficialità e approssimazione. Il rischio di spendere 139.000 euro per un progetto di corto respiro e, ancor peggio, di utilizzare un finanziamento pubblico di oltre 2 milioni di euro, ai quali aggiungere l’eventuale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio, per rifare semplicemente il trucco al campo o poco più, è concreto  e significherebbe sprecare risorse pubbliche e condannare la città ad altri cinque anni di assoluta mediocrità. Il Ballarin e la sua riqualificazione non possono essere gestiti come la sistemazione di una piazzetta o di un parchetto di quartiere, il loro recupero alla fruibilità pubblica e generale può rappresentare una grande occasione di sviluppo ambientale, sociale e turistico della nostra città.

 

Altro punto di grande rilevanza è la cessione del diritto di superficie del terreno di Via Sgattoni, zona Ragnola, all’Asur Marche per la realizzazione dell’Ospedale di Comunità e della Casa di Comunità. Premesso che si tratta di strutture sanitarie delle quali il nostro territorio ha un grande e urgente bisogno, anzi l’area che fa riferimento a San Benedetto del Tronto avrebbe diritto per dimensioni e popolazione ad almeno un’altra Casa della Comunità, come del resto è stato fatto per Ascoli (ne ha una “hub “in città e tre “spoke” a Comunanza, Offida e Acquasanta Terme) e per Fermo (ne ha ben tre hub e una spoke) e anche di questa evidente penalizzazione il Sindaco dovrebbe dare spiegazioni alla città (ma come al solito non le darà). Nonostante ciò non si possono non evidenziare due rilevanti criticità.

 

La prima è legata alla tempistica: dalla lettura della proposta di delibera consigliare emerge che già nel mese di febbraio 2022 la Regione ha chiesto al Comune la disponibilità di un’area da destinare a questo scopo. La giunta ha prontamente risposto indicando l’area di Via Sgattoni, senza alcun approfondimento preliminare con i consiglieri comunali in commissione sanità e, meglio ancora, in commissione urbanistica. Solo oggi, in pieno periodo feriale, il Consiglio comunale viene interessato della materia, di sua esclusiva competenza (cessione di bene comunale) e solo perché la Regione ha bisogno di una decisione ufficiale entro e non oltre il 30 agosto. In mancanza di questo sollecito, l’argomento non sarebbe arrivato né in Commissione né in Consiglio. In realtà sarebbe stato fondamentale ed utile approfondire con il Consiglio i criteri da seguire per scegliere l’area più idonea, valutare la necessità di effettuare studi preliminari sugli impatti conseguenti alla realizzazione di tale edificio pubblico sul traffico e sui parcheggi di quel quartiere; considerare l’inserimento coerente di questa infrastruttura nella futura programmazione urbanistica della città, discutere sul destino della piazzola per l’elisoccorso, attualmente lì ubicata. Nulla di tutto ciò è stato portato a conoscenza dei consiglieri comunali, si arriva in consiglio il 25 agosto e si deve prendere o lasciare.

 

La seconda criticità è legata all’oggetto della delibera: il Consiglio Comunale il 25 agosto è chiamato a votare esclusivamente la cessione del diritto di superficie dell’area di Via Sgattoni all’Asur Marche e a modificare il Piano delle Alienazioni inserendo questa area tra i beni dismissibili. Non c’è altro. Perché l’Amministrazione continua a parlare di permuta con l’ambulatorio di Via Romagna, creando allo stato solo false aspettative? Non c’è ad oggi alcuna permuta, non è stato nemmeno determinato il valore dell’immobile di via Romagna di proprietà dell’Asur Marche. In compenso, però, il Consiglio comunale il 25 agosto prossimo approverà il valore dell’area di via Sgattoni, così come determinato dal Comune, e pari a poco meno di 110 mila euro. Quale permuta si può fare con questo valore di partenza? Quanto costerà al Comune e quindi a noi cittadini questa permuta? Da Febbraio 2022 a oggi perché non è stato formalizzato un accordo con l’Asur Marche Zona 5 avente ad oggetto la permuta tra i due immobili sulla base di valutazioni ulteriori oltre al semplice confronto tra valori economici? Ad oggi non esiste alcuna garanzia che questa permuta avverrà e non comporterà un rilevante sacrificio economico per il nostro Comune. Con l’approvazione della delibera che formalizza il valore dell’area di Via Sgattoni in poco meno di 110.000 euro, a nostro avviso, sarà molto più difficile confrontarsi con l’Asur per concordare una permuta tra i due beni immobili a costo zero per le casse comunali».


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X