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Salvini ad Ascoli: «Terra di artigianato e lavoro, priorità a caro bollette, riforma delle pensioni e flat tax»

POLITICHE - Il leader del Carroccio sceglie le cento torri per tirare la volata agli aspiranti deputati e senatori marchigiani. Grande spazio al tema della riforma pensionistica e all’abolizione del reddito di cittadinanza, ma anche per la difesa dei confini e della famiglia tradizionale
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di Federico Ameli

 

A poco più di dieci giorni dall’appuntamento con le urne del 25 settembre, Ascoli torna ad essere teatro della politica nazionale ospitando uno dei protagonisti della prossima tornata elettorale.

 

Non sarà stato il bagno di folla del giugno 2019, in concomitanza con le elezioni comunali che poi avrebbero visto Marco Fioravanti diventare sindaco della città, ma anche stavolta militanti, simpatizzanti e semplici curiosi si sono dati appuntamento in centinaia per salutare l’arrivo in città di Matteo Salvini.

 

Nella quarta tappa marchigiana dopo quelle di Pesaro, Senigallia e Fano, il segretario federale della Lega ha scelto ancora una volta la cornice del chiostro di San Francesco per tirare la volata del Carroccio nell’Ascolano alle prossime elezioni in un incontro pubblico andato in scena nel tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 14 settembre, volto a chiarire i punti fondamentali del programma leghista.

 

Tanti i temi trattati dal numero uno della Lega, che dopo gli onori di casa a cura dei rappresentanti locali del partito – il consigliere regionale Andrea Maria Antonini, la candidata nel collegio uninominale maceratese Giorgia Latini, il deputato fermano uscente Mauro Lucentini e il coordinatore regionale della Lega Riccardo Augusto Marchetti su tutti – ha preso il microfono ringraziando i presenti per l’accoglienza – «nonostante la partita del Milan in contemporanea» scherza Salvini, noto tifoso rossonero – ed elencando le priorità del Carroccio in vista del prossimo mandato.

 

A cominciare, ovviamente, dalla difesa dei confini e dal lavoro, tematica che per Salvini è legata a doppio filo alla problematica del caro bollette. «Gli altri partiti passano il tempo insultando il centrodestra, ma personalmente rispondo solo al popolo italiano, difendendone i diritti fondamentali – esordisce Salvini -. Non vedo l’ora che la Lega torni a occuparsi della difesa dei confini del nostro Paese.

Quest’anno abbiamo già superato quota 60.000 sbarchi con il ministro Lamorgese e siamo solo a settembre. Non se ne può più di clandestini che vengono a spacciare o a delinquere: vanno rimandati a casa, non abbiamo bisogno di altri delinquenti oltre a quelli che già abbiamo.

 

Ad Ascoli vengono prima i cittadini che pagano le tasse e lavorano – prosegue -. In un momento come questo, riportare sicurezza e lavoro significa bloccare gli aumenti in bolletta, dato che non è certo l’occasione giusta per imporre nuove tasse o di risparmiare sulla pelle di insegnanti e studenti imponendo nuove restrizioni a scuola a spese di chi ha già sofferto ampiamente gli ultimi anni.

 

È sufficiente fare ciò che hanno fatto gli altri: con 40 miliardi in Francia sono previsti aumenti massimi del 4% in bolletta per quest’anno e del 15% per il prossimo anno, stessa cosa in Germania, Spagna e Inghilterra. Qui da noi, invece, la sinistra dice di aspettare l’Europa. Il futuro, però, non può passare dall’invito agli italiani di lavarsi un po’ di meno. C’è anche da ripensare a questa unità europea in cui c’è qualcuno che guadagna e qualcuno ci rimette».

 

Parlando di lavoro, non potevano certo mancare una stoccata al reddito di cittadinanza, la cui abolizione rientra tra i capisaldi del programma leghista, e un accenno alla nuova riforma previdenziale in grado di mandare “in pensione” la legge Fornero.

 

«Le Marche e il Piceno sono terra di artigianato, lavoro e fatica – afferma Salvini -. Il reddito di cittadinanza non può trovare spazio: il rifiuto a un’offerta di lavoro deve comportare la perdita di ogni contributo. Questi soldi devono essere concessi a chi davvero non può lavorare, come i disabili o gli anziani.

 

Ci sono in ballo 9 miliardi di euro, quando con poco più di un miliardo potremmo mettere in piedi il progetto di “quota 41”. Dopo 41 anni di contributi i nostri lavoratori hanno il diritto di andare in pensione. Abbiamo le idee chiare sulla riforma delle pensioni e sulla cancellazione della legge Fornero, che non ha fatto altro che danni. Non ci stiamo raccontando il Paese delle fiabe o dei miracoli, ma qualcosa di possibile: in fondo, volere è potere».

 

Presenti sul palco allestito nel chiostro di San Francesco anche il sindaco Marco Fioravanti e il collega maceratese Sandro Parcaroli, con una nutrita delegazione di assessori e consiglieri comunali di Ascoli e non solo, più o meno legati al Carroccio, che non hanno voluto mancare all’appuntamento con il leader della Lega.

 

Il pubblico presente al Chiostro di San Francesco

Fortunatamente assenti, invece, i disordini che troppo spesso contraddistinguono le manifestazioni di carattere politico, con forze dell’ordine in divisa e in borghese a vigilare su un evento filato via senza intoppi e Matteo Salvini a suonare la carica dal palco, spaziando dall’annosa questione della tassazione e delle sanzioni a temi più squisitamente di attualità, di natura etica e sociale.

 

«Migliaia di professionisti in tutta Italia beneficiano già della flat tax al 15% – continua Salvini – e in questo modo vorremmo poter aiutare anche altri imprenditori, dipendenti e pensionati, non certo i ricchi di cui parla Letta. È un sistema che funziona, a differenza di quanto avviene oggi, con i precari di Ascoli costretti a pagare migliaia di euro di tasse.

 

Abbiamo in programma anche la rottamazione di tutte le cartelle esattoriale dell’Agenzia delle Entrate, dalla prima all’ultima, che stanno rovinando migliaia e migliaia di famiglie».

«La famiglia è un valore?» si domanda poi retoricamente il segretario della Lega. Pronta la risposta. «Sì, non è superato né ammuffito. “Mamma” è la parola più bella del mondo, genitore 1 e genitore 2 non possono sostituire il nucleo fondante della società. Poi ognuno ama chi vuole, ci mancherebbe: sono il primo a dire che bisogna aumentare le pene per chi discrimina, ma l’educazione dei bimbi spetta alla mamma e al papà».

 

 

Matteo Salvini ad Ascoli mercoledì 14 settembre


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