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C’è il nuovo album di Claver, ma il pensiero è per chi ha perso tutto nell’alluvione: «Situazioni da risolvere, così non si vive più» (Video)

MUSICA - Il rapper ascolano torna con "Questo non è un cane", disco che condensa 16 tracce forti, tra ricordi e vita di tutti i giorni. Spiccano "Fragole e miele", "Quelli come noi" e "Malastrada", il cui videoclip è stato girato nel quartiere Tofare. Il prossimo 11 novembre concerto al "Dejavu" di Sant'Egidio. L'appello dopo la catastrofe nell'Anconetano
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di Luca Capponi 

 

Bentornato Claver. Una boccata di ossigeno nello zoppicante panorama musicale nazionale. Di un artista che non è costruito e non ha niente di artefatto. Gli anni scorrono, tra ricordi e vita di tutti i giorni. E Claver li scolpisce nei suoi versi. Chiamatelo pure rap d’autore.

 

Anche se lui, in “Sapori e sostanza“, se la prende con chi lo tira per la giacca cercando scoop e titoli da copertina: “Questi dicono che faccio rap intellettuale ma non hanno letto un libro, non hanno visto un film”. Come a dire che la polvere della strada te la porti dietro e non la puoi capire vivendo in eterno dietro una scrivania. O fingendo di averla vissuta, come sembra fare qualche suo esimio collega.

 

È uscito oggi “Questo non è un cane“, il nuovo album del rapper ascolano Claver Gold, nome d’arte di Daycol Orsini, classe 1986, nato e cresciuto nel quartiere Tofare e da lì volato verso il successo nel mondo hip-hop. Occhio però a confinarlo in un genere, perché la penna di questo ragazzo è sopraffina. Il nuovo lavoro discografico, realizzato per Woodworm/Glory Hole Records e prodotto da Gian Flores, arriva a cinque anni di distanza “Requiem”, l’ultima perla solista prima di una serie di collaborazioni culminate in “Infernvm”, il progetto sull’inferno dantesco ideato nel 2020 con l’amico Murubutu, e a quasi dieci dal disco che lo ha imposto, vale a dire “Mr. Nessuno” (2013).

Claver Gold

 

Ora, dopo l’uscita dei due singoli “Malastrada” (il cui videoclip è stato girato proprio alle Tofare, nei luoghi della sua gioventù) e “Mai più”, ecco tutte e sedici le tracce di un album che conferma tutte le qualità di Claver, tra pezzi che tratteggiano vissuti amari  (“Fragole e miele”) ed altri che affondano nel dolore di una emarginazione da combattere (“Quelli come noi”).

 

«Un disco che racconta della gente ed è dalla parte della gente», lo definisce l’autore.

 

A proposito, segnatevi la data dell’11 novembre, quando il Nostro sarà di scena al “Dejavu” di Sant’Egidio alla Vibrata per la data zero del nuovo tour autunnale.

 

Oggi però Claver si trovava a Fermo proprio per presentare “Questo non è un cane”. E non ha perso occasione per dimostrarsi artista di grande sensibilità, nel commentare la tragedia dell’alluvione che ha colpito l’Anconetano.

 

«Vorrei mandare un messaggio a tutti i ragazzi, a tutte le persone che nelle Marche hanno avuto problemi col disastro di ieri -dice-. Mi dispiace e per quello che posso vi sono vicino. Innanzitutto il mio saluto, il mio abbraccio e il mio conforto vanno alle famiglie che hanno subito lutti. Mi rivolgo anche alle autorità: spero che questa situazione si risolva il prima possibile. Anche da noi, nel Piceno, ogni volta che c’è pioggia ci sono difficoltà, non si riesce più a vivere».

 

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