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Ascoli, Bucchi dopo il ko: «L’atteggiamento non deve mai mancare, siamo in un periodo di adattamento»

SERIE B - Il tecnico bianconero nel post partita: «Abbiamo reso noi la vita facile al Parma, salvo solo gli ultimi 20 minuti. Se ho lo spogliatoio in mano? La domanda mi fa sorridere. Non sono andato sotto la Curva perché è una mia abitudine, la faccia la metto sempre in sala stampa e nello spogliatoio»
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di Salvatore Mastropietro

 

Nessun segno di ripresa per l’Ascoli nel match casalingo contro il Parma. Anzi, nonostante i soliti proclami della vigilia, si vede una squadra addirittura peggiore rispetto all’uscita di Perugia.

 

Cristian Bucchi (foto Ascoli Calcio)

C’è tanto da lavorare e lo sa anche mister Cristian Bucchi, che non fa eccessivi drammi (ma avrà senz’altro sentito i mugugni, diretti anche a lui, del popolo bianconero accorso anche oggi in buon numero al “Del Duca”) e cerca di analizzare con razionalità quanto accaduto: «Di questa partita salvo solo gli ultimi 20 minuti. Nel primo tempo non dovevamo sbagliare l’approccio e non solo dal punto di vista tecnico. Abbiamo commesso troppi errori, ma allo stesso tempo non c’era quella ferocia che avevo chiesto. Nel secondo tempo abbiamo approcciato meglio, poi nel finale anche la partita più brutta può prendere una piega diversa, avremmo potuto recuperarla fino alla fine con qualche episodio favorevole. L’atteggiamento comunque non può mancare. Se ho lo spogliatoio in mano? La domanda è legittima ma mi fa un po’ ridere, ne ho sentite di tutti i colori. Io so come funziona questo gioco, questo spogliatoio mi sta seguendo ma probabilmente nel passaggio tra lo scorso anno e questa stagione c’è un periodo di adattamento. Devo essere bravo io a capire e a leggere le situazioni. In riferimento alle parole di Bellusci di metà settimana, credo che legittimamente ogni ambiente fa le sue analisi, questa piazza ha grande amore e durante le sconfitte si vivono situazioni amare all’inverosimile. Poi subentra l’analisi razionale, dopo sei partite si fanno delle valutazioni e spetta a me capire cosa si può fare. La sosta arriva al momento giusto? Io vorrei giocare domani, ma sicuramente questi giorni ci faranno lavorare meglio e ci permetteranno di recuperare qualche calciatore».

 

Sul tempismo delle sostituzioni: «Sarà un’analisi che farò a freddo. Noi abbiamo dei giocatori bravi a giocare a campo aperto e altri più strutturati. Cerchiamo di sfruttare tutti nel migliore dei modi. Per me non è un fatto di quanti elementi offensivi metti in campo, il punto è il come. Oggi sicuramente i cambi hanno messo dentro un po’ di brio, mi sono piaciuti tutti i subentrati. Oggi ci stanno mancando delle prestazioni individuali all’interno della partita, le giocate individuali sono quelle che ti fanno spostare gli individui. Bidaoui e Falzerano? La qualità la portano in dote gli esterni offensivi, abbiamo bisogno di loro, dall’inizio siamo un po’ carenti in alcune situazioni. Ci è venuto meno Ciciretti che è un giocatore più tecnico. Ora che c’è la sosta bisogna fare delle valutazioni e capire meglio come sfruttare i giocatori appannati».

 

Sull’avversario: «Noi abbiamo tenuto ritmi molto bassi, mentre loro sono stati bravi ad alzarli. Siamo stati noi a rendere la loro partita facile, a partire dall’errore sul primo gol. Il ritmo basso è stato quello che ci ha impedito di ostacolarli».

 

A fine partita Bucchi non si è recato con la squadra sotto la curva, ma ha voluto chiarire questo aspetto: «Io prima della partita non vado mai in campo, poi a fine partita vado a salutare e a dare il cinque a tutti e torno dentro lo spogliatoio. Io la faccia vengo a metterla qui nella sala stampa, sono uscito da solo ma è una cosa che faccio sempre. La squadra in quel momento lì deve vivere le proprie emozioni, poi io ci metto la faccia qui e anche nello spogliatoio».


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