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Cani tenuti in strutture non idonee, privi di microchip e intestati a defunti: 15 sanzioni e 8 persone nei guai 

COMUNANZA - E' il bilancio dell'attività investigativa dei Carabinieri Forestali della locale stazione, partita da una segnalazione. Ecco i dettagli ed i consigli dei militari sulla corretta detenzione degli animali
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Cani tenuti senza il rispetto della normativa: 15 sanzioni per un totale di alcune migliaia di euro, 8 persone nei guai. E’ questo il bilancio dell’attività investigativa dei Carabinieri Forestali di Comunanza – nell’operazione chiamata “Diana” – partita da una segnalazione al numero verde di emergenza ambientale 1515.

 

A seguito della chiamata, i militari della stazione picena si sono attivati, accertando la violazione di diversi obblighi di legge: si va dalla detenzione di cani da caccia privi di microchip, al mancato trasferimento di proprietà degli animali – procedura che è obbligatoria – risultati ancora intestati a persone decedute da anni.

 

Sono inoltre state scoperte numerose strutture non idonee al benessere degli animali, dove erano anche presenti catene non regolari.

 

I Carabinieri Forestali, con l’occasione, ricordano che è buona norma non affidare gli animali d’affezione in maniera incauta a persone non ben conosciute senza accertarsi preventivamente della loro competenza e serietà, verificando inoltre che la struttura di ricovero sia in regola con le normative vigenti.

 

A tale riguardo, è bene far conoscere che i canili, o i rifugi adibiti alla custodia, al mantenimento o all’allevamento dei cani, devono possedere dei precisi requisiti.

 

I box, individuali o collettivi, devono avere una parte coperta con annesse cucce ben coibentate ed impermeabilizzate, per fornire protezione dalle temperature e dalle condizioni climatiche avverse.

La parte scoperta deve essere di almeno 8 metri quadri per il singolo capo più 4 metri quadri per ogni successivo capo.

Il pavimento dei box va costruito con pendenza idonea a consentire il deflusso delle acque di lavaggio. I pianali rialzati, all’interno delle cucce, devono essere in materiale plastico o listelli in legno.

Il rifugio deve avere in dotazione un efficiente approvvigionamento idrico ed un sistema di scarico degli effluenti e delle acque di lavaggio per consentire l’obbligatoria pulizia e, almeno trimestralmente, disinfezioni, disinfestazioni e derattizzazioni.

La struttura deve essere dotata di opportuna recinzione con strutture metalliche idoneamente installate, un ampio cortile recintato comunicante con i box, per la sgambatura quotidiana degli animali.

 

Il numero massimo di cani per box deve essere di 4 capi adulti o 1 femmina con relativa cucciolata.

In alternativa ai box, i rifugi possono essere dotati di aree all’aperto di almeno 20 metri quadri per capo, con parte coperta con annesse cucce, secondo le caratteristiche sopra indicate.

 


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