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Esautorato il direttivo del Pd, Benigni: «Sottratto agli iscritti il diritto di scelta»

SAN BENEDETTO - Cala la mannaia della commissione provinciale, ma la segretaria Palestini resta al vertice. La sezione rivierasca prepara il ricorso: prima che la sentenza diventi esecutiva, l'intenzione è di rivolgersi all'organo di garanzia nazionale
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Claudio Benigni, vicesegretario del Pd di San Benedetto

 

di Giuseppe Di Marco

 

Invalidato il rinnovo del direttivo e la nomina del vicesegretario nel Pd di San Benedetto. La segretaria Diana Palestini, però resta in carica. E’ questo il verdetto della commissione provinciale di garanzia, che ha accolto il ricorso presentato da alcuni esponenti della sezione rivierasca contro il rinnovo del vertice, avvenuto alcuni mesi fa.

 

Il ricorso in questione, presentato dal commissario del circolo nord Elio CostantiniAndrea Manfroni e Alvaro Paolini, contestava le modalità di svolgimento dell’assemblea da remoto con cui, lo scorso giugno, i democrat designavano i propri rappresentanti all’interno del partito. In particolare, veniva rimarcato come una seduta online non potesse sostituire una doverosa discussione sulla sonora sconfitta alle elezioni amministrative 2021.

 

Il verdetto della commissione ha validato l’elezione della segretaria, contestando invece il rinnovo del direttivo e la designazione del vicesegretario, Claudio Benigni. I vertici dem però non ci stanno, e decidono di andare fino in fondo.

 

«Dice la sentenza – afferma il vice – che il verbale riguardante l’elezione del segretario era preciso e minuzioso a differenza delle accuse generiche e senza prove documentali, che il quorum c’era, che i voti erano validi, dunque che la Palestini è la segretaria comunale di San Benedetto.

 

Sulla questione secondaria dell’organizzazione interna (direttivo e vicesegretario) sarà presentato ricorso ma non ci sono dubbi sulla legittimità del partito di San Benedetto, che ha operato bene sia sotto il profilo politico che procedurale.

 

Questa cosa del vicesegretario poi, fa davvero sorridere: è presente in quasi tutti i circoli e da sempre, ergo dovrebbero dimettersi la vice segretaria di Ascoli Roberta Fabiani o Marica Cataldi vicesegretaria di Francesco Ameli nella federazione provinciale? Per quanto mi riguarda non ho bisogno di ruoli, mi hanno chiesto di dare una mano ed ho dato disponibilità.

 

Ma quel che mi ha più stupito di questa sentenza non è di certo la disamina di eventuali anomalie tecniche, ma un passaggio in cui si tenta con giudizi squisitamente politici di sottrarre agli iscritti il diritto di scegliersi i propri rappresentanti. Davvero una brutta pagina di politica, e contro questa ci batteremo in tutte le sedi perché per noi la politica è impegno e passione.

 

Dalla lettura del verbale emerge l’immagine di una commissione dal clima poco sereno se è vero come è vero che hanno preso parte al voto solo 4 dei 7 componenti, e che tra gli assenti c’era pure il presidente. E non posso altresì nemmeno non domandarmi come mai la sentenza che non era stata ancora notificata agli interessati e che dunque era in mano ai soli commissari, sia trapelata nel giorno delle elezioni. A me è parso un infruttuoso tentativo di danneggiare il risultato elettorale nella nostra città.

 

Credo che siano state inoltre travisate le dichiarazioni del nostro segretario provinciale Francesco Ameli, in quanto lo stesso sa benissimo che finché non verranno esperiti i diversi gradi di giudizio, la sentenza non ha nessuna efficacia immediata e che comunque la Segreteria è legittimamente eletta e operativa.

 

Una segreteria quella di San Benedetto che come è stato giustamente ricordato dalla segretaria Diana Palestini, sta lavorando benissimo e da tempo, non ultimi i tanti complimenti ricevuti per la campagna elettorale messa in campo, di certo tra le migliori di tutto il territorio provinciale.

 

Ora però, dopo i rallegramenti per l’elezione di Augusto Curti al quale faccio i migliori auguri di buon lavoro, arriva il momento per questo partito di fare una seria analisi del voto, per capire se c’è volontà di cambiare strada e di mettersi dalla parte giusta tornando a rappresentare i lavoratori, gli ultimi, i più deboli. Spero per quanto mi riguarda che sia la volta buona per ripartire da zero, e perché no, con una nuova cosa “di sinistra”».


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