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Cultura, l’Arengo punta su due Fondazioni: via libera a quella per la gestione dei teatri

ASCOLI - Il Consiglio comunale ha istituito la "Fondazione Ascoli Cultura" di carattere tecnico e amministrativo per la gestione dei contenitori culturali come Istituto Spontini, Teatro Ventidio Basso e Teatro Filarmonici. Il Comitato A&P 2024, nato per la candidatura di Ascoli a capitale italiana della cultura, darà vita ad un'altra Fondazione per l'aspetto immateriale di cultura e turismo. Basta sovrapposizione di eventi anche di rilievo
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di Franco De Marco

 

Per la gestione della cultura ad Ascoli nascono due Fondazioni. La prima, denominata “Fondazione Ascoli Cultura”, è stata istituita dal Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 29 settembre, con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione della minoranza comunque d’accordo sulle finalità dell’iniziativa ma avrebbe voluto più tempo per approfondire gli emendamenti presentati all’ultimo momento.

 

Questa Fondazione, con capitale iniziale di 30.000 euro versato dal socio fondatore Comune di Ascoli, da quanto illustrato dal sindaco Marco Fioravanti, ha compiti esclusivamente tecnici e amministrativi per la gestione dei contenitori culturali della città. Quindi non ha un ruolo di carattere artistico. Insomma un braccio operativo dell’Amministrazione comunale alla quale resta in capo le scelte di programmazione culturale.

 

«E’ una Fondazione pubblica – ha spiegato il primo cittadino – per centralizzare i costi dei singoli contenitori culturali, che oggi hanno ognuno una struttura, abbassandoli, e aumentare l’efficienza.  Il primo contenitore da gestire sarà l’Istituto musicale Spontini».

 

L’altra Fondazione, invece, preannunciata dal sindaco, sarà quella formata dai soggetti, imprenditori e istituzioni, del Comitato A&P 2024, nato a supporto (leggi sostegno economico) della candidatura, poi svanita, di Ascoli a capitale italiana della cultura 2024. «Quest’altra Fondazione, alla quale si sta lavorando – ha affermato Marco Fioravanti – avrà lo scopo di promuovere il brand Piceno nel territorio ovvero l’aspetto immateriale della cultura e del turismo».

 

Ma la “Fondazione Ascoli Cultura” si occuperà non solo della gestione dell’Istituto Spontini ma anche dei teatri Ventidio Basso e Filarmonici e anche, è stato citato, dell’Istituto Superiore di Studi Medievali “Cecco d’Ascoli”.

 

L’Arengo in particolare da tempo è alla ricerca di una soluzione definitiva per la gestione dell’Istituto Spontini che, dopo il ritiro della Provincia dal Consorzio, è rimasto tutto sulle spalle dell’Arengo. Oggi, per garantire il suo funzionamento, il Comune eroga all’anno 100.000 euro somma che quindi certamente confluirà nella Fondazione.

 

Il sindaco ha più volte sottolineato il carattere pubblico del nuovo organismo di gestione e l’emendamento presentato in extremis, dopo le osservazioni in commissione della minoranza, ha proprio corretto l’iniziale stesura dell’atto costitutivo e dello statuto che lasciava molti dubbi.

 

«Siamo stati noi – ha detto il consigliere di Ascolto&Partecipazione Massimo Speriin sede di commissione cultura a far notare che dalla stesura presentata la Fondazione non aveva carattere, questione fondamentale, di ente pubblico. Ma avremmo voluto più tempo per approfondire l’emendamento».

 

Il socio fondatore, quindi privilegiato, con quota di 30.000 euro, è dunque solo il Comune di Ascoli mentre strada facendo la Fondazione potrà avere soci sostenitori, la cui quota di adesione verrà stabilita dal Consiglio di Amministrazione composto da 7 membri: uno presidente, 5 di nomina comunale.

 

Non potranno far parte del CdA i consiglieri comunali (controllore e controllato non possono essere il medesimo soggetto). Il primo cittadino ha anche fatto notare che la Fondazione potrà essere uno strumento utile per accedere ai contributi del “Fondo unico dello spettacolo”.

 

Insomma l’Arengo ha intenzione di accelerare per quanto riguarda l’organizzazione del settore culturale diventato un punto di forza, come immagine e come sostanza, della città.

 

Benvengano spettacoli di qualità e iniziative, più sono meglio è. Però c’è assoluto bisogno di un regista che eviti la sovrapposizione degli eventi come accaduto di recente. Non è accettabile che in contemporanea si svolgano manifestazioni di un certo rilievo. Così si disorienta il pubblico e non si valorizzano compiutamente le singole iniziative. Che la nuova Fondazione possa avere anche un ruolo di regista tecnico? Auguriamocelo.


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