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Indice criminalità: Piceno isola felice, ma il Sap rinnova l’allarme impoverimento dell’organico

ASCOLI - Il sindacato di Polizia prende atto dell'89° posto (su 106) della provincia nella graduatoria dell'indice di pericolosità redatto da "Il Sole 24 Ore", ma non abbassa la guardia. Il segretario provinciale Massimiliano d'Eramo: «Non basta il personale aggregato d'estate, nel 2023 pensionamenti ed età media elevata faranno subire una pericolosa contrazione all'attività di sicurezza pubblica»
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di Andrea Ferretti

 

«È notizia di poche giorni fa che la provincia di Ascoli in base all’indice di criminalità redatto da “Il Sole 24 Ore”, è risultata all’89° posto nella graduatoria di pericolosità nazionale. L’indice, che tiene conto delle denunce presentate relative al totale dei delitti commessi sul territorio di ciascuna delle 106 provincie italiane nell’anno precedente a quello di rilevazione, viene utilizzato anche per stilare la graduatoria nell’annuale indagine sulla qualità della vita. Il Piceno è dunque collocato tra i territori più sicuri d’Italia».

 

Massimiliano d’Eramo

Lo afferma Massimiliano d’Eramo, segretario provinciale del sindacato di Polizia Sap. Lo fa ovviamente a nome di tutti gli iscritti, riportando la situazione di chi vive sul campo, ogni giorno, tutti i giorni, ventiquattro ore su ventiquattro.

 

«E’ un dato che ci riempie di orgoglio – aggiunge d’Eramo – poiché certamente merito primario, ma non solo, di questo importante risultato, è la preziosa attività svolta dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato nonché dalle altre Forze dell’ordine che operano 24 ore su 24 con grande abnegazione. Voglio anche ricordare che nel 2020 quella di Ascoli risultò la provincia più sicura».

 

«E’ inutile porre l’accento sul fatto che questo indice riveste enorme importanza anche dal punto di vista economico, perchè ovviamente un territorio sicuro come il nostro non può non attrarre favorevolmente capitali ed investimenti svolgendo quindi un ruolo essenziale anche per la creazione di nuovi posti di lavoro. E’ evidente che mantenere sicura la provincia di Ascoli è di prioritaria importanza, non solo per il nostro sindacato, ma per tutti i cittadini».

 

Il prefetto Carlo De Rogatis e il questore Vincenzo Massimo Modeo, di spalle il procuratore capo della Repubblica Umberto Monti

Un dato positivo che non deve però distrarre dal problema della mancanza di organico. Una dolente nota che il Sap ricorda ad ogni occasione. «Oggi più che mai riteniamo assolutamente necessario lanciare l’allarme sull’impoverimento di organico – continua il segretario del sindacato – che già in questo 2022 interessa la Polizia della provincia di Ascoli che da qualche anno è sotto organico. Perderemo ulteriore personale a causa di pensionamento per raggiunti limiti di età, e a questa emergenza va aggiunto il problema della elevata età media dei poliziotti. Ma anche il crescente impegno della Polizia Stradale nella vigilanza delle arterie autostradali a discapito di quelle cittadine o provinciali».

 

Ecco l’allarme del Sap che deve far riflettere: «E’ evidente che nel 2023 l’attività di sicurezza pubblica subirà, se non si interviene rapidamente, una inevitabile pericolosa contrazione che riteniamo non possa più essere sopperita con il solo prezioso ausilio di personale aggregato da altre sedi durante il periodo estivo (questa estate gli organici sono stati rafforzati, in particolare al Commissariato di San Benedetto, ndr)».

 

E, come sempre, un auspicio. Come dire: la speranza è l’ultima a morire: «Il Sap spera che il Ministero dell’Interno nell’imminente piano di potenziamento territoriale – la conclusione di Massimiliano d’Eramo – offra un segnale di discontinuità con quanto fatto dai precedenti Governi volgendo la propria attenzione verso la provincia di Ascoli, già martoriata da tanti eventi, provvedendo all’assegnazione di un congruo numero di agenti di pubblica sicurezza. Per questo, interverremo nei confronti delle massime cariche istituzionali locali come prefetto e questore, affinché si facciano portatori di queste criticità».

 


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