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Questione Natura alle Gole del Garrafo: «No alle “grandi passeggiate”, diventerebbero una discarica a cielo aperto»

ACQUASANTA - Il gruppo di giovani ambientalisti, presieduto da Roberto Cameli, rivendica la vocazione naturalistica e solo per appassionati del caratteristico luogo
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Continuano a mettere l’accento sulle bellezze del Piceno i giovani volontari di Questione Natura, che esplorano il territorio, spinti dal desiderio di “ripulirlo” da sporcizia e rifiuti abbandonati. Ma lo scopo è anche un altro: quello di sensibilizzare al rispetto della natura che, dalle nostre parti, è stata piuttosto generosa. Il loro percorso è passato, stavolta, per le Gole del Rio Garrafo ad Acquasanta Terme, con la guida dello speleologo Giampaolo Filipponi.

 

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«Prima di descrivere questo territorio immenso come il primo amore – raccontano gli ambientalisti piceni – vorremo puntualizzare che a lungo è stato usato come discarica e quindi non è raro imbattersi in cumuli di immondizia in un posto così bello, e viene anche usato come vera e propria fogna, con delle condutture che scaricano in questa natura unica ed emettono un odore pessimo». 

 

L’uscita è cominciata con la scoperta di un antico mulino e della vicina cascatella per poi imbracarsi, corde e casco ben posizionati, e scendere «in queste gole immense che custodiscono una natura unica e regalano emozioni nuove. Il verde cresce rigoglioso – continuano gli escursionisti – nel corso d’acqua che diversi milioni di anni fa ospitava addirittura un geyser.

Mentre ci addentravamo nel canyon, camminando a ridosso della roccia umida, il paesaggio cambiava, e quando abbiamo raggiunto il letto del fiume abbiamo iniziato anche a visitare le grotte, una delle quali ad inizio 2000 è stata per 8 mesi casa di uno speleologo per un’esperimento».  

 

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Poi il monito, da parte del gruppo presieduto da Roberto Cameli: «Stiamo facendo di tutto per tutelare e valorizzare il territorio e la peculiarità di questi luoghi e il loro aspetto poco antropizzato, degli angoli dove la natura regna sovrana, mettendola al riparto da  piani per realizzare delle mega strutture. Dobbiamo proteggere le acque, smettendo di riversarci il sistema fognario, rispettando la vocazione di questo territorio.

 

No alla realizzazione di “grandi passeggiate” che darebbero accesso a tutti, anche alle tante persone maleducate che quotidianamente frequentano “Lu Vurghe”, lasciandolo come una discarica a cielo aperto. Necessario tutelare la sua vocazione naturalistica e per appassionati».

 


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