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Mondo del commercio in lutto per la morte di Edda Sagui, il volto della “Gelateria Veneta”

ASCOLI - Aveva portato avanti per settant'anni l'attività avviata da suo nonno Lodovico nel 1923. Dopo la morte del padre Leone, aveva proseguito insieme al fratello, poi da sola per decenni. Ha confezionato e amorevolmente servito gelati a generazioni di ascolani
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Edda Sagui

 

di Andrea Ferretti

 

Mondo del commercio in lutto ad Ascoli per la scomparsa di Edda Sagui, la titolare, il volto della “Gelateria Veneta”, una delle “attività storiche” (certificata) non solo di Ascoli ma di tutta la provincia picena.

 

Non esiste probabilmente un ascolano che, almeno una volta nella vita, non sia entrato in quel locale dove l’odore dei gelati e della panna finiva per attirare inevitabilmente al suo interno chiunque si trovasse a passare in Via Giudea, la stradina che collega Corso Trento e Trieste e Piazza del Popolo. Chi non le avrà mai chiesto un cono o una “coppetta”?

 

La signora Edda aveva 84 anni e recentemente aveva avuto un problema di salute. Poi, purtroppo, le sue condizioni si sono aggravate. E’ deceduta nella sua casa che si trova proprio sopra la gelateria alla quale aveva dedicato tutta la sua esistenza.

 

Cominciò a lavorare nella gelateria di famiglia fin da bambina, erano gli ani Cinquanta. L’attività ad Ascoli l’aveva avviata molto tempo prima addirittura suo nonno Lodovico. Era il 1923. Arrivava dal nord, dal Cadore, nel Bellunese. Ecco, da qui la denominazione di “Gelateria Veneta”.

 

Il primo locale non si trovava in Via Giudea, ma comunque sempre nel cuore della città, vicino al Caffè Meletti.  Lodovico aveva quattro figli. Uno di loro, Leone, continuò a potare avanti la gelateria. Purtroppo morì giovane e lasciò cinque figli, tra cui Edda.

 

Nacquero altre “Gelateria Veneta”, a San Benedetto e in altre città d’Italia. Quella targata Ascoli, doveva Edda era ormai di casa, la presero in mano proprio lei e uno dei fratelli che successivamente si trasferì, avviando l stessa attività, in Germania.

 

Edda rimase da sola ma questo certo non la spaventò. Anzi. Ha pilotato per decenni la “Gelateria Veneta”, l’ha traghettata attraverso due secoli. Sempre lì, sempre puntuale e inappuntabile. Potevi trovarla dietro al bancone con passione, cordialità e dolcezza fuori dal comune, da quando alzava la serranda alle 9 del mattino fino a mezzanotte.


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