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Giorgia Fiori, tra cinema ed Eurovision: «Vi racconto il mio momento magico»

SPETTACOLI - A tu per tu con l'artista ascolana, dal set di “Ancora volano le farfalle” fino alle selezioni del festival internazionale col nuovo singolo "DeliverYou": «Nel brano paragono i rapporti umani al concetto del consumismo facile come quello del cibo spazzatura. Il cinema però resta la mia priorità». L'incontro col mito Russell Crowe, l'omaggio a Raffaella Carrà ed il tatuaggio con i versi dei Muse
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Giorgia Fiori

 

di Luca Capponi 

 

Giorgia Fiori sugli scudi. Mai frase si rivelò più adatta a definire il periodo magico vissuta dall’artista ascolana, lei che come nome d’arte in campo musicale ha scelto Gladiah ispirandosi al suo film preferito, “Il gladiatore” di Ridley Scott, dove il protagonista Russell Crowe si trova a brandire spade e, appunto, scudi…

 

Voli pindarici a parte, proprio oggi, domenica 30 ottobre, Giorgia vivrà un momento molto importante: le preselezioni  sul palco di prestigio dell’Eurovision Song Contest di San Marino, per presentare la sua nuova creazione musicale.

 

«Non nascondo di essere molto emozionata e in ansia -racconta sorridendo la ragazza classe 1992-. L’idea è stata dell’etichetta Orangle Record, che ha pensato di farmi partecipare con il mio terzo inedito “DeliverYou”. Per il momento non posso dire altro, ma come si può intuire dal titolo, la tematica del brano è una provocazione che paragona i rapporti umani al concetto del consumismo facile come quello del cibo spazzatura».

 

La carriera di Giorgia è partita due anni fa col singolo dance “Apatia”. Nel 2021, poi, la prima edizione di “Casa Sanremo – The Club” con “Ego-insta”, e la pubblicazione nella compilation ufficiale Hit Mania Dance.

 

Un’amore, quello per le sette note, che va di pari passo con il sentimento, probabilmente ancora più viscerale, nutrito per il cinema. Numerose le sue partecipazioni a corti, film, serie: con “Lupo Bianco” di Tony Gangitano (lo trovate su Prime Video) è arrivata anche alla 78ª edizione del Festival del Cinema di Venezia. Di recente, poi, è stata scelta come protagonista del nuovo film di Ivan Polidoro, “New Life”, le cui lavorazioni sono terminate poche settimane fa, mentre attualmente si trova su un nuovo importante set.

 

«Ho avuto l’onore di entrare a far parte del cast principale di “Ancora volano le farfalle” di Joseph Nenci, in produzione tra Pesaro e Rimini, dove mi trovo per le riprese il cui termine è previsto per metà novembre -continua-. Interpreto Marta, sorella di Giorgia che sta per Giorgia Righi, ragazza con atassia di Friedrik a cui è ispirato e dedicato il film».

Con Giancarlo Giannini

 

«Ma non è finita qui -va avanti Giorgia- perché il 30 novembre al Multiplex 2000 di Macerata ci sarà la prima della proiezione dell’episodio pilota della serie “La fragilità delle membra” di Giovanni Antonio Citeroni, in cui ho dato vita ad uno dei personaggi principali, Elena per l’esattezza, probabilmente uno dei ruoli che mi ha intrigato di più».

 

Insomma, il momento è ricco di esperienze, per lei che non disdegna nemmeno il ruolo di conduttrice (la rivedremo in tale veste a dicembre per la nuova edizione del “Piceno Film Festival” di San Benedetto del Tronto), per cui portamento, bellezza e spigliatezza non le mancano.

 

Ad incuriosire, però, è il rapporto tra le anime artistiche di Giorgia. Argomento su cui lei stessa ha la idee più che chiare, denotando maturità invidiabile.

 

«Sono sempre stata del parere che un artista che sa fare più cose debba essere considerato “completo” e non “confuso” come ancora qui in Italia si tende a catalogare -spiega-. Spesso mi chiedono se io voglia fare l’attrice, la cantante o la conduttrice, quando secondo me è bello mettersi in gioco e alla prova per poter dare il meglio in ciò che ci sentiamo di comunicare. L’esigenza e l’urgenza di condividere un messaggio credo sia alla base di una persona che voglia essere considerata “artista”».

 

«Detto ciò il cinema rimane la mia priorità, ma non mi limita nell’esprimermi in altri modi -prosegue Giorgia-. Ho diverse ispirazioni a tal proposito: mi son sempre definita un’anima rock dallo spirito dance ed è per questo che ho influenze musicali molto diverse tra loro, ed è una figata. Ho sempre amato Raffaella Carrà proprio perché riusciva a fare tutto insieme, sempre con un pizzico di ironia, che cerco di inserire spesso anche io nei miei testi attraverso sottili provocazioni riflessive. Proprio a lei ho dedicato un piccolo tributo in “DeliverYou”».

Qui con Scamarcio

 

Mondi che si inseguono, dunque, in un immaginario variegato che approda fino al rock britannico di Matthew Bellamy e soci.

 

Allo stesso tempo sul polso sinistro ho tatuato il titolo di una canzone dei Muse, forse tra i primi gruppi ad aver sperimentato con l’elettronica, che mi ha fatto sempre riconoscere in tutti i loro brani -conferma-. Per non parlare dei loro concerti , che sono qualcosa di spettacolare. Mi reputo talmente fan che se mai avrò un figlio maschio, lo chiamerò Matt, come il cantante. Ciò non mi ha negato di amare i grandi dj come David Guetta, Tiesto, gli Swedish House Mafia (autori di quella che è diventata la canzone simbolo di me e mio fratello “Don’t You Worry Child”) e molti altri».

 

«Da non tralasciare poi l’amore spassionato per le colonne sonore, da sempre nelle mie playlist in cerca di ispirazione -conclude Giorgia-. A proposito di film, potrei passare ore ad elencare i miei preferiti e il perché, ma se dovessi dire un nome su due piedi direi Russell Crowe che con l’interpretazione de “Il gladiatore” mi ha cambiato la vita. È stato emozionante incontrarlo dal vivo proprio all’ultima edizione del Festival del Cinema di Roma che lo ha visto protagonista con il suo ultimo film».


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