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Area Vasta 5, a vuoto il tentativo di mediazione: i sindacati confermano lo stato di agitazione

ASCOLI - Si è tenuto in Prefettura l'incontro tra il vertice dell'Asur e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Fials, Ugl e la Rsu (Usb, Nursind e Nursing avevano espletato la stessa procedura con il medesimo risultato). In arrivo una serie di iniziative di mobilitazione
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Gli ospedali “Mazzoni” di Ascoli e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

 

Senza esito il tentativo di raffreddamento dei conflitti dei lavoratori di Area Vasta 5 nell’incontro svoltosi nella Prefettura di Ascoli alla presenza della direttrice generale di Asur Marche Nadia Storti, del direttore amministrativo Pierluigi Gigliucci, del direttore di Area Vasta 5 Massimo Esposito e del dirigente del personale Silvio Maria Liberati.

 

Dall’altra parte del tavolo i rappresentanti di Fp Cgil (Viola Rossi), Cisl Fp (Giorgio Cipollini), Uisl Fpl (Paolo Sabatini), Ugl Salute (Benito Rossi), Fials (Francesco Menzietti) e la Rsu, coordinata da Paolo Grassi, ma senza la presenza dei rappresentanti sindacali di Nursind (Maurizio Pelosi), Nursing Up (Roberto Tassi) e Usb (Mauro Giuliani) che ha espletato la stessa procedura lo scorso 24 ottobre, con il medesimo risultato.

 

Sono state esposte le ragioni che hanno indotto le rappresentanze sindacali ad indire lo stato di agitazione per “l’iniqua ripartizione delle risorse del salario accessorio tra i dipendenti dell’Asur Marche a danno dei lavoratori dell’Area Vasta 5” ma anche per “la mancata restituzione, entro il 31 ottobre scorso dei 495.000 euro del fondo per l’anno 2021” e infine per “l’omessa implementazione strutturale e permanente del fondo stesso”.

 

Per i sindacati è stata anche l’ennesima occasione per evidenziare il problema della sottodimensionata dotazione organica e del personale precario in scadenza al 31 dicembre 2022 “che – ripetono – metterà in crisi il Sistema Sanitario Pubblico piceno”.

 

La Direzione dell’Asur ha riconosciuto la correttezza delle rivendicazioni avanzate e confermato che per anni la stessa Asur avrebbe retribuito diversamente i suoi stessi dipendenti. Ha anche dichiarato di “non essere ad oggi in grado di ottemperare agli impegni assunti sino a quando non si concretizzerà il programmato stanziamento di nuove risorse a livello nazionale a seguito della ripartizione totale del fondo sanitario e previa direttiva della giunta della Regione Marche”.

 

Il vicario del prefetto, che ha presenziato all’incontro, ha convenuto con la liceità delle rivendicazioni dei sindacati presenti all’incontro ed ha richiesto ai rappresentanti dell’Asur di “farsi parte diligente nei confronti della Regione affinché le problematiche rappresentate vengano immediatamente affrontate e risolte nell’interesse dei lavoratori dell’Area Vasta 5 e della collettività picena”.

 

Non avendo però ricevuto alcun tipo di garanzia sull’esecuzione dell’accordo del fondo 2021, né tantomeno impegni con scadenze certe da parte di Asur Marche, le organizzazioni sindacali presenti hanno dichiarato la loro indisponibilità a conciliare il tavolo, confermando lo stato di agitazione dei lavoratori di Area Vasta 5. Le stesse avvieranno una serie di iniziative di mobilitazione.

 

Di questo sono stati informati il presidente e gli assessori alla Sanità e al Bilancio della Regione Marche, il direttore del Dipartimento Salute, il direttore generale e quello amministrativo di Asur Marche, il direttore di Area Vasta 5 e tutti i sindaci della provincia di Ascoli.

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