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Ballarin, la “Fossa dei Leoni” a Spazzafumo: «Basta farse, vogliamo confrontarci con Canali»

SAN BENEDETTO - Per i supporters rossoblù la presentazione del progetto a cura di Guido Canali rappresenta una farsa che non tiene conto della città. I tifosi si rivolgono direttamente al Consiglio e al prestigioso architetto per un confronto
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Il comitato “Ballarin – La Fossa dei Leoni”

 

di Giuseppe Di Marco

 

Restyling del Ballarin, a pochi giorni dalla presentazione del progetto da parte dell’architetto Guido Canali, il comitato “La Fossa dei Leoni” prende le distanze dall’iniziativa comunale, contestando le scelte del sindaco Spazzafumo non solo nel merito, ma soprattutto nel metodo scelto per gestire la pratica.

 

«Come Comitato “Il Ballarin – La Fossa dei Leoni” abbiamo deciso di non prendere parte alla farsa andata in scena sabato 19 novembre – fa sapere il gruppo di tifosi rossoblù – Durante la presentazione del progetto del professor Canali era possibile intervenire solo prenotandosi entro le 16:30. Peccato che fino alle 16 e 27 minuti non sia stata mostrata alcuna immagine del futuro Ballarin.

 

Sorvoliamo sul grado di approfondimento del progetto: per mesi e mesi ogni scelta di questa amministrazione è stata giustificata dalla gran fretta di non perdere i fondi Pnrr, eppure siamo arrivati a metà novembre con un progetto ben lungi dall’essere completo. L’agognato confronto pubblico, promesso a più riprese dall’Amministrazione comunale, ha ancora una volta mostrato la volontà – da parte di sindaco e giunta – di non prendere in considerazione le idee di cui ci siamo fatti carico in questi anni.

 

Da tempo, ad ogni remora espressa corrisponde la solita litania: “Mancate di rispetto al professor Canali!”. Ebbene, mai una sola volta ci siamo rivolti criticamente nei suoi confronti, così come abbiamo sempre evitato di scadere in sterili polemiche con chi continua (in malafede) a bollare il nostro progetto come “l’ennesimo campo da calcio”.

 

Abbiamo incontrato cittadine e cittadini, giovani cresciuti in città e persone che da anni non vivono più a San Benedetto, ma continuano a ricordare cosa sia stato il Ballarin per il nostro territorio. La nostra è una visione di quell’area a lungo termine, che non si è lasciata influenzare da chi governasse in città o da cosa convenisse dichiarare in campagna elettorale.

 

Ci erano stati promessi confronti, incontri, commissioni, concorsi di idee, perfino il coinvolgimento dell’ordine degli architetti. Nel frattempo il tempo passava e le possibilità di portare sul tavolo un nostro contributo si sono azzerate.

 

Oggi siamo qui a ribadire concetti che ripetiamo da anni. Perché non rigenerare la curva sud, così da ospitare le tante associazioni del territorio che sono prive di una sede? Realtà attive in ambito sociale, culturale, associazioni di volontariato o lo stesso comitato di quartiere, che è costretto a riunirsi in parrocchia perché non ha luoghi alternativi.

 

Perché non lasciare i gradoni della sud come spalti utili per eventi? Il Ballarin non è stato solo un campo di calcio: è sempre stato il fulcro della città, il luogo per eccellenza che potesse mettere insieme un gran numero di persone. La nuova visione da approcciare sarebbe quella del parco? L’ennesima area verde da gestire in maniera superficiale, inutilizzabile in autunno-inverno e da chiudere al pubblico ogni sera? Di esempi ne abbiamo fin troppi a San Benedetto: la convivenza tra attività sportive e parco urbano avrebbe garantito l’apertura dell’area 12 mesi l’anno, nonché una maggiore cura dell’area.

 

Sappiamo bene i motivi che spingono il sindaco e la giunta a non darci ascolto, per cui ci rivolgiamo al Consiglio comunale e al professor Canali: questa città non ha solo bisogno di una “cartolina d’ingresso”, ma di tornare a vivere un luogo storico, miseramente abbandonato dalla politica. Come sempre, la nostra disponibilità ad un confronto sarà totale: in ballo c’è il futuro di San Benedetto».

 


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