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Barriere, pedane, ombrelloni: i balneari chiedono un incontro con il sindaco

SAN BENEDETTO - La categoria tenta di tagliare la cortina di ferro creatasi che la divide da Viale De Gasperi. Sul piatto, la messa a norma delle barriere antivento, dei percorsi per disabili, nonché la definizione degli spazi in cui posizionare le attrezzature
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La costa di San Benedetto

 

di Giuseppe Di Marco

 

Alla fine, il tanto atteso momento del confronto è arrivato: i balneari hanno inviato una lettera al sindaco Antonio Spazzafumo chiedendo un incontro per discutere alcune delle questioni che più hanno animato il dibattito cittadino negli ultimi mesi. In alcuni casi, anche anni.

 

In particolare, a formalizzare la richiesta è stata l’associazione Imprenditori Turistici Balneari (Itb) guidata da Giuseppe Ricci, che ha rimarcato la necessità di un faccia a faccia per concordare con l’Amministrazione le soluzioni più opportune ai problemi emersi nel mondo degli stabilimenti piceni.

 

Giuseppe Ricci (Stella Marina) e una delegazione dell’Itb

 

Pedane adeguate per i disabili

 

In primis, l’associazione ha chiesto di discutere l’annosa questione dei camminamenti a mare, «che non è stata risolta – scrive Ricci – pur a fronte di uno stato di fatto: quello adottato dai concessionari di spiaggia con il posizionamento di passerelle da 90-100 centimetri, che da sempre ha garantito l’accessibilità a mare dei portatori di handicap, nel pieno rispetto della normativa nazionale». Il piano spiaggia comunale, in tal senso, prevede che le pedane debbano avere una larghezza minima di 120 centimetri: «La prescrizione ribadita nel piano regolatore – conclude Ricci – risulta eccessivamente gravosa».

 

Le recinzioni invernali

 

Come riportato nei giorni scorsi, il Comune ha inviato una lettera ai balneari ricordando le normative che consentono l’installazione di barriere frangivento e di ogni altro tipo di recinzione. La domanda quindi sorge spontanea: quante di quelle presenti sul lungomare sono a norma? «Le pec inviate dagli uffici – continua Ricci – tralasciano di considerare una serie di problematiche di primaria importanza, fra tutte quelle della sicurezza, dell’incolumità pubblica e del decoro urbano». Il rischio da scongiurare, per il titolare di Stella Marina, è quello di aprire gli stabilimenti ad eventuali bivacchi notturni, dove peraltro potrebbero accadere incidenti e attuarsi vandalismi.

 

Il piano spiaggia

 

In generale, l’Itb chiede all’Amministrazione di rivedere il piano regolatore di spiaggia. Un’istanza, quest’ultima, avanzata sin dall’estate scorsa, quando diversi controlli delle autorità rilevarono un gran numero di ombrelloni abusivi in diverse concessioni. A tal proposito, l’idea è di consentire al comparto “storico” della Riviera di richiedere l’estensione della quota occupabile dalle strutture ombreggianti. Tradotto: più spazio per gli ombrelloni.

 

Per finire, l’associazione intende incontrarsi con il sindaco per conoscere la posizione del Comune sull’applicazione della direttiva Bolkestein.


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