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Date ad ognuno la propria Salerno-Reggio Calabria: benvenuti sull’Ascoli-mare

ASCOLI - Usciti indenni dal ginepraio dei cantieri (molti abbandonati) in città, da molti mesi, percorrendola, si è costretti a gimkane e pericolosi restringimenti di corsia. Ecco i venti chilometri più complicati non solo del Piceno ma del centro Italia. I cantieri, e di conseguenza corsie ridotte e numerosi incidenti, assorbono ormai gran parte del lavoro della Polizia Stradale
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Uno degli attuali restringimenti presenti sull’Ascoli-mare

 

di Andrea Ferretti

 

Date ad ogni regione d’Italia la sua Salerno-Reggio Calabria. Le Marche, o meglio il Piceno, ce l’ha. E’ la superstrada Ascoli-mare che da tanto tempo sta creando enormi disagi a chi la percorre. Per molti uno stress ormai giornaliero. Soprattutto se si percorre dopo essersi lasciati alle spalle, a fatica, la gimkana tra i cantieri presenti in città. Moltissimi sono attivi, diversi quelli abbandonati. I cantieri (quelli attivi) producono lavoro ma, come tutti gli altri, hanno finito per “rubare” numerosi stalli dove poter parcheggiare. Un disagio tira l’altro.

 

Da svariati mesi, queste le principali raccomandazioni per chi si mette al volante. Sui parcheggi: fai da te! Sulla viabilità cittadina: arrangiati come puoi! Sulla percorrenza dell’Ascoli-mare: che Dio ti aiuti!

 

 

In Corso Mazzini uno dei cantieri più longevi

In città si è perso il conto delle gru. Un segnale positivo perchè si lavora, si ricostruisce, si riparte non solo a parole. Avvicinandosi ai cantieri, però, si scopre che molti stanno lì da mesi con tecnici, muratori e operai che hanno levato le tende dopo l’interruzione del “rubinetto del Governo”. Governo che, se da una parte ha rilanciato un settore in profonda crisi prima del terremoto, dall’altra ha finito per creare illusioni, equivoci, malcontenti e anche qualche fregatura. Ad Ascoli ci sono strade, addirittura rue non più large di due metri, dove sono presenti anche tre cantieri. Non tutti attivi.

 

Un capitolo a parte va riservato a ciò che da svariati mesi sta accadendo sulla superstrada Ascoli-mare. Si tratta di una delle arterie più trafficate della provincia di Ascoli, è nella top ten del centro Italia. Dati e statistiche della Polizia Stradale raccontano che questi ormai famigerati venti chilometri sono molto spesso teatro di incidenti. Le cause? Nella quasi totalità guide non conformi alle regole (in primis l’uso del cellulare) ma anche l’alta velocità di chi continua scambiare questo raccordo autostradale per una pista da Formula Uno.

 

I Vigili del fuoco sulla superstrada dopo un incidente

Spesso si verificano incidenti. Come quando l’automobilista dalla mente offuscata che viaggia in direzione mare sui 150 km orari, quasi inchioda all’altezza dell’area di servizio del Marino, dov’è posizionato un autovelox, convinto che in quel tratto si debba procedere ad un massimo di 90 km orari. Quando invece, trattandosi di “raccordo autostradale” il limite – se non diversamente segnalato – è di 130 orari.

 

Veniamo alla piaga dei cantieri. Le segnalazioni sono giornaliere e numerose. Quella più ricorrente: che fine hanno fatto gli operai del cantiere di Porta Cartara, nei pressi dell’uscita Ascoli Centro, dove guidare l’auto (peggio ancora un mezzo pesante) è come fare una gimkana, e dove si viaggia ad una sola corsia in entrambi i sensi di marcia? Ma non è quello l’unico cantiere. Con strettoie e corsie uniche di marcia, infatti, ce ne sono altri due tra Maltignano e Castel di Lama e tra Spinetoli e Monsampolo. Come un elastico, vengono allungati e/o accorciati a seconda dei lavori. Quando termineranno questi lavori?

 

La Polizia Stradale sulla superstrada dopo un incidente

Per la Polizia Stradale di Ascoli e del proprio Distaccamento di San Benedetto, il maggiore impegno quotidiano è finito per essere proprio l’Ascoli-mare. Non sono da meno 118 e Vigili del fuoco. Devono intervenire più volte al giorno, negli ultimi tempi molto spesso anche per la rimozione di oggetti di varie dimensioni come parti di carrozzeria rimaste lì dopo un incidente o abbandonati dal Verstappen di turno che sul filo dei 180 orari, e noncurante delle segnalazioni della presenza di un cantiere, si ritrova all’improvviso di fronte al restringimento. Per non dire dei cartelli stradali distrutti, coni e delineatori stradali divelti. Gli strike non mancano. I feriti, purtroppo, nemmeno. Per fortuna negli ultimi tempi non si sono registrati sinistri mortali.

 

Un esempio emblematico, non certo edificante, risale alla scorsa estate quando un Verstappen è rimasto all’interno della propria auto ferma dopo uno strike all’altezza di un restringimento. Era lievemente ferito dopo aver divelto tutta la segnaletica. Nessuno degli automobilisti in transito, ma forse era anche pericoloso, si è fermato per prestargli soccorso. Al massimo qualche telefonata al 118. Quasi a dire: te la sei cercata no?


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