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Picenambiente, Spazzafumo scrive ai sindaci dei Comuni soci per il controllo pubblico

SAN BENEDETTO - Il confronto servirà a fare da base ai patti parasociali necessari per affermare il controllo pubblico sulla società. L'eventuale "riforma" dipenderà, quindi, dalla volontà politica di 21 enti locali
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Antonio Spazzafumo, sindaco di San Benedetto

 

di Giuseppe Di Marco

 

Sarà un confronto con i soci pubblici di Picenambiente a sbrogliare la matassa che ruota attorno alla partecipata comunale. Questa mattina Antonio Spazzafumo ha preso contatti con i sindaci degli altri 20 Comuni che compongono il pacchetto di maggioranza della società (50.41%) per decidere se sottoporla a controllo pubblico.

 

«Ho scritto una lettera ai sindaci – dichiara il primo cittadino di San Benedetto – per avviare un tavolo di discussione nel quale si dovrà capire se la qualifica di “società a controllo pubblico” sia applicabile alla Pienambiente e condivisa dagli altri soci. In questo tavolo, quindi, verranno successivamente concertate le eventuali azioni amministrative da intraprendere per raggiungere tale obiettivo».

 

Una mossa strettamente collegata all’altra misura riguardante la Picenambiente, che verrà discussa e votata nel Consiglio comunale del 28 dicembre. Si tratta chiaramente della razionalizzazione delle società partecipate, un documento che, si disse mesi fa, dovrebbe affermare il controllo pubblico della società. In realtà, molto probabilmente questo documento non metterà nero su bianco un’asserzione del genere, ma servirà per avviare l’iter di verifica dei presupposti legali per proseguire in questa direzione.

 

Ed ecco che entra in gioco il confronto con i sindaci. La sentenza del Tar Marche risalente al 2019, infatti, sancisce che Picenambiente potrebbe ricadere sotto la fattispecie del controllo pubblico solo a valle di patti parasociali opportunamente stipulati all’interno del pacchetto di maggioranza. Un percorso tutt’altro che lineare, e che potrebbe richiedere molto tempo alle Amministrazioni pubbliche interessate. Ma si sa, i cambiamenti più profondi sono quelli che avvengono gradualmente, ammesso che sussista la volontà – in questo caso squisitamente politica – di conseguirli.


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