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Un canto per ricordare Rita Liberati: «Ci hai insegnato ad amare, non ti dimenticheremo» (Video)

ASCOLI - Chiesa di Santa Maria Goretti gremita per i funerali della 54enne tragicamente stroncata da un malore. Il ricordo toccante dei familiari e degli affetti più cari nei confronti di una donna forte e coraggiosa, che ha scelto di donare i suoi organi a chi ne ha bisogno. L’omaggio musicale dei compagni del Piceno Pop Chorus, che hanno accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa sulle note di “L’anno che verrà” di Lucio Dalla
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di Federico Ameli

 

Attimi di raccoglimento e profonda commozione nella chiesa di Santa Maria Goretti, dove nella mattinata di oggi, venerdì 30 dicembre, sono stati celebrati i funerali di Rita Liberati, la 54enne ascolana tragicamente scomparsa a seguito di un grave malore che, dopo due settimane di ricovero all’ospedale Mazzoni, non le ha lasciato scampo.

 

L’ennesima vita spezzata troppo presto, che amici e conoscenti provenienti da Ascoli, da Villa Pigna – dove da anni si era stabilita – da tutta Italia e perfino dall’estero hanno voluto salutare per l’ultima volta stringendosi attorno all’inconsolabile dolore della famiglia nella sua Piazza Immacolata, dove Rita è nata e cresciuta.

La folla in piazza Immacolata per l’ultimo saluto a Rita Liberati

 

La folla radunata tra i banchi e sul sagrato della chiesa è il segno più limpido dell’affetto e della profonda stima che la città e tutti coloro che hanno avuto il piacere di apprezzarne le doti umane e professionali nutrivano nei confronti di Rita Liberati.

 

I familiari e gli affetti più cari la ricordano come una donna forte e intelligente, in grado di coniugare al meglio le soddisfazioni di un’importante carriera in Camera di Commercio e la gioia di condividere con gli altri le sue più grandi passioni, prima fra tutte il canto, senza dimenticare la solidarietà e un profondo amore per la vita.

 

Non si spiegherebbe altrimenti la scelta di donare gli organi a chi ne ha davvero bisogno, un atto di generosità che garantirà una seconda vita ai pazienti della Banca degli Occhi di Fabriano e degli ospedali di Ancona e Padova.

 

«Voglio ringraziare Rita per aver lanciato un grande segnale di speranza – afferma il parroco durante l’omelia -. La fede è bellezza, dolcezza, e spesso la complichiamo inutilmente. Abbiamo sempre più bisogno di persone che sappiano dire “grazie”, “scusa” e “ti voglio bene”, e Rita con il suo gesto ci richiama ad essere delle belle anime».

 

 

Al termine della celebrazione, familiari, amici e compagni di lavoro hanno voluto ricordare la straordinaria umanità di Rita Liberati. A cominciare da Pier Paolo Piccioni, che ha preso la parola in rappresentanza del Piceno Pop Chorus, il coro ascolano di cui Rita era parte integrante.

Pier Paolo Piccioni ricorda Rita Liberati

 

«Rita è entrata nelle nostre vite qualche mese dopo il 2017, facendo pacifica irruzione nella nostra sala prove – ricorda Piccioni -. È una ragazza intelligente e spiritosa, anticonvenzionale, disinibita, al passo con i tempi e molto in gamba. Non ha mai voluto e preteso una parte da solista: la tranquillità era parte del suo carattere, così come la bonomia, la buona predisposizione verso la vita, che improvvisamente ce l’ha tolta dallo sguardo ma mai dal cuore e dal ricordo.

 

Il nostro coro continuerà a cantare, perché di fronte a questi avvenimenti non esiste altra risposta. Il coro continuerà a divertirsi come ha sempre fatto, come Rita avrebbe voluto. Dobbiamo imparare a essere come lei, leggeri, ma al tempo stesso profondi e intelligenti».

 

«Non sono stati giorni facili – esordisce la cognata VeruskaRita ha lottato come una leonessa e i tantissimi messaggi di vicinanza che abbiamo ricevuto ci hanno avvolto in un abbraccio caldissimo, dandoci la forza per affrontare questa durissima battaglia. Vogliamo dirvi grazie, perché siete stati un vero sostegno per Rita».

 

 

 

La cognata Veruska

Un grazie enorme al personale medico e agli infermieri del Mazzoni, che si sono presi cura di lei con umanità e professionalità, sostenendo al tempo stesso anche noi familiari. L’appuntamento delle 18 era ormai diventato un rito, ci mancherà anche questo.

 

Abbiamo pregato insieme a voi invocando giorno e notte un miracolo, che purtroppo non è arrivato. L’aquila è volata via, ma siamo certi che la morte oggi non ha vinto perché altrimenti questa chiesa non sarebbe stata così piena.

 

Ha vinto l’amore, perché Rita ha donato una speranza a chi pensava non ci fosse più. Negli anni abbiamo parlato molto della maternità, e tu mi hai confessato che avresti voluto diventare mamma in un determinato momento.

 

Non hai avuto figli, ma per noi mamma lo sei diventata davvero, mettendo di nuovo in circolo il tuo amore. E alle mie bimbe e alle mie nipoti dico di essere orgogliose dell’insegnamento di vita che zia Rita ci ha dato».

Gino Sabatini

 

Anche il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini ha voluto rendere omaggio a un’autentica colonna portante della sede ascolana.

 

«Rita era una donna unica e speciale, che riusciva a rendere semplici anche le cose più difficili. Ci abbiamo provato in tutti i modi, ma questo suo splendido gesto dimostra ancora una volta la sua grande umanità e il suo amore per gli altri.

 

Stiamo pensando di promuovere una serie di eventi per ricordarla e continueremo ad essere vicini alla sua famiglia e ai suoi “vecchietti”, come lei diceva sempre. Resterà sempre nei nostri cuori».

 

Con la sua scomparsa Rita Liberati lascia un vuoto enorme in città e non solo, un vuoto che gli amici del Piceno Pop Chorus hanno cercato di colmare anche parzialmente dedicando alla loro compagna “L’anno che verrà”, con le note dell’indimenticato Lucio Dalla ad accompagnare con la gioia del canto l’uscita del feretro dalla chiesa.

 

Un momento toccante di profonda condivisione, per ricordare un’ultima volta l’amore di Rita per la musica, per i suoi affetti e per la vita.

 

Lutto ad Ascoli per la morte di Rita Liberati, l’ultimo gesto di amore: ha donato cornee, fegato e reni


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