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Ballarin, Spazzafumo tuona: «Progetto esecutivo pronto entro gennaio, di aperture ne abbiamo fatte»

SAN BENEDETTO - Alla vigilia della riunione in emiciclo il sindaco rivierasco si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Il Consiglio aperto è un diritto sacrosanto, ma ha anche i suoi costi. Questa Amministrazione ha portato in città un professionista di fama internazionale»
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Il sindaco Antonio Spazzafumo

 

di Giuseppe Di Marco

 

Dopo mesi di lavoro, polemiche, battaglie, Antonio Spazzafumo mette un punto alla questione Ballarin. Il primo cittadino di San Benedetto chiarisce come stanno le cose a un giorno dal fatidico Consiglio comunale aperto voluto dalla minoranza per discutere sul futuro dell’ex stadio della Sambenedettese.

 

Il sindaco parte dagli albori, ovvero dal duro confronto in fase pre-elettorale. «Nel momento in cui abbiamo presentato le nostre intenzioni alla città, durante la campagna elettorale, abbiamo condiviso l’indirizzo del progetto di Fabrizio Marcozzi assieme agli altri candidati sindaco, ad esclusione del sindaco uscente – sostiene Spazzafumo – In parole povere si era detto: faremo un parco e non un campo sportivo. La politica, insomma, aveva condiviso questo indirizzo».

 

Il passo successivo è stato decidere se indire un concorso di idee oppure procedere in altro modo. Per il concorso, però, non ci sarebbe stato abbastanza tempo. «Dopodiché abbiamo invitato e fatto venire Guido Canali e lui ci ha detto cosa avrebbe voluto fare – prosegue il primo cittadino – C’è stata una presentazione ufficiale e abbiamo dato la possibilità a tutti, e sottolineo tutti, di intervenire. C’erano anche i tifosi della Samb, ma di loro non è intervenuto nessuno. Siamo stati aperti, anzi, forse abbiamo manifestato fin troppa apertura, ma alla fine bisogna decidere e onestamente io non mi sono candidato per lasciare le cose come stanno. Ho intenzione di assumermi le mie responsabilità, e lo farò realizzando il progetto di un professionista di fama internazionale, che solo questa Amministrazione è riuscita a portare a San Benedetto».

 

I prossimi step sono già delineati: la scadenza da rispettare per assegnare i lavori è giugno 2023. «La prossima settimana si andrà a Parma per parlare con Canali e i suoi collaboratori – conclude Spazzafumo – per vedere fino a che punto è possibile realizzare il progetto con le risorse che abbiamo a disposizione. Se nella precedente Amministrazione fosse stato presentato tutt’altro progetto, oggi avremmo in mano non 2.440.000 milioni, ma 5. Comunque il Consiglio comunale è un diritto sacrosanto e noi lo rispetteremo, anche se farlo richiede comunque un dispendio di risorse non indifferenti. Per quanto riguarda le tempistiche contiamo di avere il progetto esecutivo già per fine gennaio: adesso è arrivata l’ora di accorciare i tempi».


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