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La scomparsa di Anna Lunerti: il cordoglio del sindaco, suo ex studente

SAN BENEDETTO - Addio a un pezzo della cultura sambenedettese. Spazzafumo: «Professoressa amatissima dai suoi studenti, tra cui il sottoscritto». Nel 2008 era stata premiata con il "Gran Pavese Rossoblù". Il ricordo del Circolo dei Sambenedettesi
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Anna Lunerti

«Con la scomparsa di Anna Lunerti muore un pezzo importante della cultura sambenedettese».

 

Inizia così il messaggio di cordoglio del sindaco Antonio Spazzafumo per la morte di quella che ricorda come «professoressa amatissima dai suoi studenti, tra cui il sottoscritto, conserverò sempre uno suo splendido ricordo».

 

E continua: «Ha poi curato l’insopprimibile passione per il teatro, sia quello classico sia quello in vernacolo, con una dedizione e un amore che solo un animo gentile e nobile come il suo poteva esprimere».

San Benedetto, la sua città, nel 2008 la premiò con il “Gran Pavese Rossoblù”. Di lei mancheranno la mitezza, la discrezione, la dolcezza che riusciva ad infondere nell’interpretazione di personaggi e vicende.

 

IL RICORDO DEL CIRCOLO DEI SAMBENEDETTESI

Giancarlo Brandimarti, membro del direttivo del Circolo dei Sambenedettesi e presidente dell’Associazione Teatrale Ribalta Picena: «Con il cuore pieno di dolore, a nome del Circolo dei Sambenedettesi e dell’Associazione Teatrale “Ribalta Picena” annuncio, ancora incredulo, la scomparsa della prof.ssa Anna Lunerti, una perdita incolmabile per l’intera cittadinanza sambenedettese che l’ha sempre amata e stimata fino a conferirle il Gran Pavese Rossoblù. Anna ha speso la sua competenza, la sua straordinaria energia, la sua passione e la impareggiabile umanità su tre fronti: in primo luogo, su quello della famiglia e in particolare per i suoi adorati nipoti Marco e Valentina i cui nomi frequentemente fiorivano dalle sue labbra; in secondo luogo su quello della scuola come docente di matematica della storica Media “Sacconi”, dove ha formato, in una disciplina per molti non certo agevole, generazioni di studenti che ancora oggi la ringraziano per gli insegnamenti trasmessi con grande perizia pedagogica, e per la profonda umanità con la quale ha contribuito a formare le loro coscienze; in terzo luogo sul versante del teatro, il vero amore della sua vita, al quale la legava una naturale predisposizione e una magnetica attrazione per cui, a partire dalle sue impareggiabili e memorabili interpretazioni dell’eroina popolare Ttenèlla creata da Bice Piacentini, fu fra i fondatori, 40 anni fa, dell’Associazione Teatrale “Ribalta Picena” di cui è tuttora Presidente Onoraria: con la compagnia ha dato vita sul palcoscenico a figure di donna della nostra migliore letteratura teatrale, caratterizzandole con la sua straordinaria sensibilità e la sua voce unica con la quale ha recitato anche i testi dei più grandi poeti vernacolari sambenedettesi, tra cui Giovanni Vespasiani, amico di famiglia e primo a scoprire il suo talento ancora bambina. Da diversi anni inferma e ridotta su una sedia a rotelle per un fatto di malasanità, Anna ha sperimentato il dolore nella sua vita, ma ha affrontato con coraggio le avversità non rinunciando ad esibirsi secondo le sue possibilità e con la consueta generosità ogni volta che le si richiedeva un contributo artistico: ricordo con rimpianto la sua ultima “uscita” nell’ottobre scorso quando ha animato con letture poetiche una mia conferenza su Giovanni Vespasiani per i “Venerdì del Circolo dei Sambenedettesi”. Alla adorata sorella Rosa e ai familiari tutti, coralmente porgiamo le nostre più sentite e sincere condoglianze».


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