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Bagni e ombrelloni, la destra insorge: «Gli chalet devono adeguarsi, e le spiagge libere?»

SAN BENEDETTO - Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e San Benedetto Protagonista chiedono all'Amministrazione se l'adeguamento dell'arenile libero alle norme igienico-sanitarie andrà di pari passo con quello richiesto alle concessioni
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Le destre attaccano l’Amministrazione sull’adeguamento degli chalet

 

di Giuseppe Di Marco

 

La diatriba sull’adeguamento delle concessioni balneari continua: dopo l’incontro di ieri, in cui si sarebbe dovuto discutere delle licenze suppletive per l’aggiunta di ombrelloni, è la coalizione di destra ad attaccare l’Amministrazione comunale, spronandola ad investire perché le norme igienico-sanitarie vengano rispettate anche sulle spiagge libere.

 

Il Comune, infatti, ha chiesto alle concessioni di adeguare il numero di bagni in proporzione a quello delle postazioni ombreggianti. Come riportato sul piano regolatore di spiaggia, devono esserci 2 wc ogni 100 ombrelloni. L’idea non è piaciuta affatto a buona parte dei balneari e la riunione di ieri mattina è stata interrotta prematuramente, per evitare che sfociasse in una lite. Il provvedimento non piace nemmeno a Fratelli d’ItaliaLegaForza Italia e San Benedetto Protagonista, che non lesinano critiche sulle scelte del vertice di Viale De Gasperi.

 

«Per mettersi in regola – scrivono i coordinatori Luigi Cava, Laura GoriniAnnalisa RuggieriEmanuela Carboni – con il posizionamento degli ombrelloni fino alla linea di confine rappresentata dai canonici cinque metri dalla battigia, i concessionari di spiaggia saranno tenuti a porre in essere una serie di azioni che possano finalmente scongiurare la penosa ripetizione di quanto successo l’estate scorsa. Una vera e propria corsa contro il tempo che prevede, oltre ad un giustificabile aumento del canone demaniale, anche la dotazione di servizi igienici».

 

Oltre al fattore tempo, le destre ricordano che sul litorale sambenedettese insiste un gran numero di spiagge non sottoposte a concessione. «Ci sia consentita una domanda – continuano i segretari – il Comune, che di fatto è titolare delle spiagge libere, darà il buon esempio rispettando su questi arenili le stesse regole a cui dovranno attenersi i concessionari di spiaggia? Perché pretendere che il rispetto delle regole debba valere per i concessionari, mentre per il Comune no, sarebbe davvero deprecabile e quantomeno poco edificante».

 

Il gruppo lancia anche una frecciatina, rammentando i recenti stanziamenti per il rifacimento di alcuni uffici presenti in Comune. «Passerebbe uno strano messaggio – concludono gli scriventi – ovvero quello che agli utenti delle spiagge libere possano essere beatamente negati servizi igienici che invece verrebbero garantiti a spese dei concessionari negli chalet privati. Per non parlare del fatto che con 100.000 euro si sarebbero potuti garantire dignitosissimi servizi igienici sulle spiagge libere».


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