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Il “porto del futuro” c’è: presentato il progetto in Comune

SAN BENEDETTO - L'elaborato dello studio Bianconi è stato mostrato informalmente all'Amministrazione comunale e ora attende di essere posto all'attenzione dell'Autorità Portuale di Ancona
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Il progetto dello studio Bianconi

 

di Giuseppe Di Marco

 

Un nuovo progetto di rigenerazione del porto di San Benedetto è stato presentato informalmente all’Amministrazione comunale da parte dello studio Bianconi: l’elaborato avrebbe intercettato il gradimento di Viale De Gasperi, e ora attende di essere mostrato all’Autorità Portuale di Ancona.

 

Reinserimento funzionale, aggiunta di verde e messa in sicurezza del fondale: lo studio si è posto degli obiettivi specifici, fra cui quello di riconnettere il porto con la città, evitare il cronico insabbiamento all’imboccatura, ampliare l’offerta di funzioni e servizi turistici, ed infine di evidenziare la sostenibilità ambientale. «Attualmente – spiega la relazione del progetto – l’area demaniale adiacente il porto ospita diverse attività relative alla cantieristica, alla lavorazione e commercializzazione del pescato. Tali attività si susseguono l’una dopo l’altra in maniera disordinata, creando una barriera impenetrabile fra la città e il porto stesso».

 

IL MOLO SUD

Come cambierebbe il porto? In primis, verrebbe cambiato l’orientamento dell’imboccatura, che non sarebbe più rivolta verso nord, da cui giungono le correnti più forti, ma verso sud. A partire dal giardino “Nuttate de lune” e parallelamente alla darsena turistica, si realizzerebbe un parco culminante in un promontorio su una superficie di 9 ettari: in questo grande spazio verde quindi si riallocherebbero le creazioni di “Scultura viva”.

 

IL MOLO NORD

Anche il molo nord verrebbe drasticamente modificato. Sul braccio che ora ospita l’attracco dei pescherecci si posizionerebbe un asse viario a quattro corsie e doppio senso di marcia, con parcheggi a raso e un’area specifica per la sosta (circa 150 posti auto), pista ciclabile, percorso pedonale ed alberi. Le strade si affaccerebbero a nord, oltre l’attuale murata, su rotonde dove si potrebbero tenere spettacoli all’aperto: queste superfici a loro volta darebbero su un ampio appezzamento di spiaggia libera.

 

Sull’area antistante l’attracco nord verrebbero dislocati degli spazi per la cantieristica e il relativo indotto, oltre ad un approdo per imbarcazioni di lusso e il casotto della Guardia di Finanza. Il mercato ittico verrebbe quindi riposizionato ad est dello stesso asse, sul cui confine verrebbero costruiti dei quartierini a schiera ad uso degli armatori. L’edificio che oggi ospita il mercato quindi diventerebbe un “Palazzo della cultura del mare”, dotato di museo, centro ricerche, università e magari anche un acquario. Tutti gli stabili che dividono la banchina da Viale Colombo, in tal modo, non “murerebbero” più il porto.


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