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Un mare di ombrelloni: ad ampliare la propria concessione saranno 50 chalet

SAN BENEDETTO - Non tutte le pratiche per il rilascio delle licenze suppletive sono state completate. Con queste, i balneari potranno inserire un maggior numero di punti ombra, adeguando quello dei servizi igienici
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La spiaggia di San Benedetto

 

di Giuseppe Di Marco

 

Uno chalet su due, sul lungomare di San Benedetto, amplierà la propria concessione aumentando il numero di ombrelloni. E’ così che il litorale rivierasco cambierà volto a partire da questa estate, sulla base dell’iniziativa promossa mesi fa dall’Amministrazione comunale.

 

Attraverso il rilascio della cosiddetta licenza suppletiva, il Comune consente ai balneari di ampliare la propria concessione, aggiungendo file di punti ombra al proprio interno. In alcuni casi, questo comporterà anche l’adeguamento dei servizi igienici. A presentare istanza di ampliamento sono stati, nelle scorse settimane, 50 balneari: un numero considerevole, se si tiene presente che sul lungomare sono presenti i primi 100 chalet della Riviera.

 

L’iniziativa voluta e portata avanti dal vertice comunale non è piaciuta a tutti gli operatori del settore. Per molti balneari, infatti, l’ampliamento della concessione non necessiterebbe della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), documento che invece viene depositato quando si operano ristrutturazioni o modifiche sostanziali allo stabilimento. Il punto problematico è proprio questo: comunicando al Comune una modifica sostanziale, il balneare si pone nella condizione di dover rispettare il piano regolatore di spiaggia e le sue disposizioni, tra cui l’adeguamento dei servizi igienici in base al numero di ombrelloni. Questi, nel dettaglio, devono essere 2 fino a 100 ombrelloni e 4 oltre i 100.

 

«Non è questo il provvedimento che attendevamo – commenta Giuseppe Ricci, presidente dell’Itb e titolare dello chalet “Stella Marina” – Ancora una volta non si dà il giusto rilievo al nostro lavoro, al nostro costante impegno nel soddisfare le esigenze del cliente». Per chiarire gli aspetti tecnici relativi al rilascio della licenza suppletiva, alcune settimane fa Ricci aveva inviato delle domande agli uffici della Regione Marche. Sull’interpretazione da dare alla risposta di Palazzo Raffaello, però, lo stesso Ricci e il Comune si trovano in totale disaccordo.


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