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I difensori dei pini di San Benedetto

INTERVENTO di un gruppo di cittadini contro l'abbattimento di quelli di Via Moretti e degli altri alberi a rischio («il nostro dissenso per la gestione del verde pubblico in città») che chiedono una risposta al sindaco Spazzafumo
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«Siamo un gruppo di cittadini sambenedettesi che ha deciso di mostrare il proprio dissenso rispetto all abbattimento dei pini di Via Moretti, degli altri alberi a rischio abbattimento sul territorio comunale e più in generale per la gestione del verde pubblico cittadino. “Avete ucciso i pini… di chi la colpa?” è la domanda che stiamo rivolgendo all’attuale Amministrazione. Lo abbiamo scritto su un lenzuolo appeso simbolicamente sotto i pini di Via Gino Moretti, quelli ancora in piedi, che continuano a donarci ossigeno in attesa della fine.

 

Vogliamo mettere in evidenza il fatto che organizzare degli eventi in nome del progresso e del verde non giustifica poi la sfrenata cementificazione del suolo che la nostra città sta vivendo, ne la drastica riduzione delle essenze arboree presenti in città. E’ il momento di fare un inversione di marcia, i segnali ormai sono più che evidenti e non c’è più tempo da perdere: la natura è un bene da preservare con tutte le forze a disposizione.

 

E’ per questo che chiediamo “di chi la colpa?”. Una domanda che la parte per bene della cittadinanza sambenedettese pone al sindaco Antonio Spazzafumo da cui pretendiamo una risposta. Assieme alla domanda facciamo una richiesta esplicita: che in Via Gino Moretti siano piantati tanti pini quanti ne verranno abbattuti, e che non vengano assolutamente sostituiti con un altro tipo di pianta.

 

Concludiamo ponendo un’ultima domanda: quanta cattiveria c’è dietro l’abbattimento dei due piccoli pini piantati da pochi mesi alla fine Via Moretti-incrocio con Via Ugo Bassi? Erano piante giovani e sane, appena messe a dimora, perché sono state abbattute? E ancora, perché sono state fatti a pezzi e abbattuti, invece che essere estirpati e trapiantati in un’altra zona della città? Aspettiamo una risposta».

 


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