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Arte nel centro della città con Massimo Murano e Riccardo Sgattoni

ASCOLI - Le loro mostre di pittura arricchiscono, in contemporanea, l’offerta culturale della città. Due forme espressive completamente diverse con un’unica fonte ispirativa, il mare, ospitate all’interno di due monumenti ascolani fra i più frequentati dai turisti
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Massimo Murano e Riccardo Sgattoni

 

di Walter Luzi

 

Fine giugno ricco di arte nel centro storico di Ascoli. Il mare, vissuto ed amato, di Riccardo Sgattoni e Massimo Murano, il tema comune. Diverse le tecniche, entrambe stimolanti ed originali, usate per la realizzazione delle loro opere, in mostra in pieno centro, a poche decine di metri l’una dall’altra. Un prezioso valore aggiunto per la città, perchè ad ospitare le due rassegne sono due delle mete più frequentate negli itinerari turistici.

 

Riccardo Sgattoni

Il Palazzo dei Capitani e il Chiostro maggiore di San Francesco. Antiche mura che ospitano moderne forme. Due occhi davvero non posso bastare per contemplare tanta arte, del passato e del presente, fuse in un colpo solo. Le opere di Riccardo Sgattoni sono disseminate lungo il camminamento che si snoda nel sotterranei del Palazzo dei Capitani. Forme umane inquiete e sofferenti del primo periodo creativo dell’artista introducono agli infiniti spazi aperti di una serenità interiore ritrovata, alle distese immense d’acqua azzurra increspata dal vento e senza confini.

 

La bidimensionalità dei suoi primi quadri lascia spazio alla tridimensionalità delle onde alte del mare. Fissate su tela dall’utilizzo sapiente di acrilici, argille e resine poliuretaniche che ne modellano gli spessori. I colori, pennellati con diverse intensità di azzurro, stratificati dalle differenti essiccazioni, con olii che asciugano per ossidazione, rendono luminose, vive, le riproduzioni. Effetti cromatici quasi tridimensionali  che le rendono realistiche da vicino, ma che assumono forme quasi astratte se godute da maggiore distanza.

 

Visioni maturate contemplando la vastità del mare da una barca a vela, o dall’oblò di un aereo magari, ma che risalgono all’infanzia di questo cinquantaquattrenne ascolano. Quando seguiva con il pastello il filo seghettato delle lame dei coltelli da cucina per riprodurne le onde e pitturava sassi levigati dall’acqua. La presenza costante e caratterizzante di origami, dell’antica tecnica giapponese, barchette bianche sempre più piccole che vogliono esaltare l’immensità, la maestosità del mare tutt’intorno, e l’importanza di ogni viaggio, anche rischioso, ma sempre affascinante. Origami che diventano anche originali lampade multicolore, e vecchie canne da pesca a sostegno dell’illuminazione che accompagnano la visita. Senza, mare, amare, e arte, lui, e forse un pò tutti noi, saremmo lontanti dall’essere vivi.

 

Massimo Murano

Massimo Murano espone invece, come detto, poco distante, nella sala Cola d’Amatrice attigua al chiostro maggiore di San Francesco. Trapiantato ad Ascoli continua, da buon livornese, ad amare il mare, e a sentire sempre fischiare il vento nelle orecchie. Dipinge fra vigne e uliveti e spiagge solo su materiali riciclati. Vecchie vele bianche ingiallite dalle brezze, e quelle arancioni, da tempesta, carte nautiche vissute, cassette del pesce, coperchi di wine box da cambusa.

 

Ridà nuova vita a vecchie scatolette metalliche di cibi sottolio con tinte acriliche. Le linguette a strappo di coperchi dei cibi in scatola diventano monili di donne berbere  incontrate nei tanti viaggi nel deserto del Sahara, più volte attraversato in ogni senso. Visione concettualista e, spesso, autoironica. Onde, pesci e fari che ritornano. La mucca nel suo logo, che riecheggia la mucca carolina dei primi spot pubblicitari della nostra infanzia. Woodstock, inteso come il personaggio dei Peanuts, e l’altra, mitica, quella di Peace, Music and Love evocate. Ecco, la pace, tema di stretta attualità. Il suo simbolo, dal 1958, che ripropone in ogni ambito.

 

Fatto con le lettere dell’alfabeto semaforico navale. La N e la D chiuse in un cerchio. La N e la D di Nuclear Disarmement. Ora che la minaccia nucleare, invece, torna ad incombere. Topi, tigri e piovre in agguato, pesci e palme che ricorrono in omaggio a San Benedetto, la città piu vicina al suo mare. Ex voto iconici, e rigorosamente recycled, di marinai scampati alla tempesta e gli stemmi delle quattro repubbliche marinare su resti vissuti di dacron e pentex che sanno ancora di salsedine.

 

Un vecchio giubbotto di salvataggio, appeso volutamente spalle al visitatore, denuncia  l’indifferenza di fronte a tutti i naufragi. Della nostra incapacità a salvare ed accogliere. Ma anche il naufragio delle speranze e dei sogni di tutti i disperati della Terra. Di scampo alle guerre, affrancamento da ogni dittatura e da tutte le miserie. Speranze che si leggono bene, negli sguardi spenti di bambini nicaraguensi sfollati, nati e cresciuti fra gli orrori. E’ passato mezzo secolo. Un mondo migliore, per tutti, resta, ancora, solo una speranza.

 

DUE OPERE DI MURANO…..

 

 

….. E DUE DI SGATTONI

 

 

 

 

 


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