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Piani attuativi, il Tar respinge il ricorso: «Giorno importante per la ricostruzione»

ARQUATA - E' il commento del sindaco Franchi, dopo la decisione del tribunale amministrativo, al quale si erano rivolti alcuni cittadini. Castelli: «Grande passo avanti per questa comunità che tanto ha sofferto nella tragedia del 24 agosto di sette anni fa»
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Il sindaco di Arquata Franchi

Non si fermerà l’iter di ricostruzione ad Arquata del Tronto dopo il sisma 2016: il Tar delle Marche ha infatti rigettato i ricorsi, proposti da alcuni cittadini, e riguardanti i piani urbanistici attuativi, che rischiavano di bloccare il processo.

 

«E’ una giornata importante per Arquata e per la ricostruzionedichiara il sindaco Michele Franchieravamo certi delle scelte fatte, frutto di un lavoro di ascolto e partecipazione con Enti, associazioni e cittadini.

Ringraziamo il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, la Regione Marche, la Provincia di Ascoli, tutti gli altri Enti che si sono opposti con noi al ricorso e l’avvocato Andrea Galvani. 

E’ una vittoria collettiva.

Tutto questo è uno stimolo importante a proseguire ancora più celermente nella strada della ricostruzione.

Il pensiero va al compianto Aleandro Petrucci con cui abbiamo iniziato il percorso che oggi trova continuità grazie a questa sentenza e a tutti i cittadini arquatani che ancora credono nella ricostruzione».

 

Il commissario Guido Castelli

«Sono particolarmente soddisfatto di questo passo avanti per Arquata e la sua comunitàsono le parole del  commissario alla Riparazione e Ricostruzione Guido Castelliche tanto ha sofferto a causa della tragedia del 24 agosto di sette anni fa.

Dopo tanti sforzi possiamo finalmente ripartire e proseguire in un’opera di riparazione autentica, che sappia restituire agli arquatani speranza per il futuro e fiducia nella ricostruzione.

È una ulteriore notizia nel segno del percorso che stiamo tracciando insieme, grazie alla collaborazione di tutti: quello dello sblocco della ricostruzione e dell’attuazione che deve portarci dalle norme ai cantieri, specialmente nei paesi più colpiti dell’Appennino centrale».

 

La questione, che riguarda le sette frazioni perimetrate (oltre al capoluogo Arquata, Vezzano, Pescara, Piedilama, Pretare, Tufo, Capodacqua), aveva diviso la popolazione, tanto che una parte di questa aveva tentato di bloccare l’iter, rivolgendosi, appunto, al tribunale amministrativo.

 

I Piani urbanistici attuativi, per poter mettere mano finalmente alla ricostruzione delle zone più colpite dal sisma del 2016, erano stati approvato dalla Conferenza dei servizi, a ottobre, poi dal Consiglio comunale a dicembre.

 

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