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Escursionista bloccato per un infortunio, soccorso dai volontari di Protezione Civile di Comunanza

MONTEMONACO - La squadra nella zona montana, organizzato dalla Regione Marche. Due ragazzi della squadra, impegnata in zona per un sevizio di Anti Incendio Boschivo, hanno trasportato il ferito in braccio, fino all'auto, per poi affidarlo alle cure della Croce Rossa
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Un uomo di circa 70 anni è rimasto bloccato per un lieve infortunio alla caviglia durante un’escursione in località “Le Svolte” di Foce di Montemonaco, dove inizia il percorso che porta al lago di Pilato.

 

Il caso (o la fortuna) ha voluto che in quell’area si trovavano i volontari della squadra di Protezione Civile di Comunanza, impegnati in un sevizio di Anti Incendio Boschivo nella zona montana, organizzato dalla Regione Marche.

 

Subito allertato dai compagni d’avventura del 70enne, l’equipaggio di Protezione Civile ha lasciato il mezzo, un pick-up attrezzato per le operazioni di spegnimento, e si è portato immediatamente nella zona indicata.

 

Lì i volontari hanno trovato l’escursionista, dolorante e fortemente disidratato.

 

Due di loro (Michele Piermarini  e Massimiliano Matteucci) lo hanno  trasportato in braccio fino alla vettura, dove è stato caricato insieme con la moglie e condotto a Foce di Montemonaco. Poi, come da disposizioni della  Sala Operativa Unificata Permanente, hanno contattato il 112 che ha inviato sul posto un equipaggio della Croce Rossa dei Sibillini.

 

I sanitari intervenuti, constatando le condizioni piuttosto critiche per un evidente stato di debolezza e disidratazione, hanno prima prestato le prime cure mediche all’uomo per poi trasferirlo al Pronto Soccorso dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli.

 

«Sono veramente orgoglioso – ha commentato Ermanno Vittori, coordinatore della squadra di Comunanza – del comportamento dei due volontari che, come quasi tutti gli appartenenti al nostro gruppo, sono stati regolarmente formati proprio dalla Croce Rossa, per operare in condizioni di Primo Soccorso Sanitario e quindi di valutare se le condizioni del ferito fossero compatibili con il tipo di intervento eseguito.

 

Il fatto accaduto a Foce a mio parere è stato un esempio di organizzazione e collaborazione tra le locali forze di soccorso, per fornire un servizio completo di emergenza tecnica e sanitaria, e mette in evidenza quanto sia importante, specie nella zona montana, avere a disposizione delle risorse che dedicano del tempo al prossimo, con un ritorno ben più prezioso del denaro.

 

Nel mondo del volontariato basta poco per fare veramente tanto, soprattutto da parte dei più giovani».


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